LUCA BARBARESCHI. Un successone di critica il suo “Trasformista”. Sentite il Foglio: “Un film così moralista che alla fine viene voglia di buttare i resti del popcorn fuori dagli appositi cestini o di salire sull’autobus senza biglietto”.
CESARE PREVITI. Ormai scrive più lettere ai giornali di Arbasino. Nell’ultima al Corriere della Sera si lamenta perché la gente è vicina ad Andreotti, solidarizza con Sofri e invece lui viene considerato un mostro. Dice: “Mi muovo nel pieno rispetto delle regole processuali”. Cesare ha perfettamente capito che cosa lo differenzia da Andreotti e da Sofri. Ma dice: “Denuncio e dimostro l’ingiustizia, mi differenzio da chi la subisce passivamente. Svolgo una funzione sociale”. Ci mancava. La funzione sociale di Cesare Previti.
GIGI MONCALVO. Sul giornale da lui diretto, la Padania, esce un sobrio titolo a nove colonne: “FANNULLONI! 1.500 BURINI ROMANISTI PASSANO LA GIORNATA A CONTESTARE GALLIANI”. Diciamo la verità: ha ragione. Se togliamo l’epiteto “burini” che tradizionalmente appartiene a noi laziali (il che la dice lunga sull’ignoranza dei leghisti), non si può negare che chiunque passi un’intera giornata a contestare Galliani sia un fannullone. E anche un po’ imbecille. Ma Moncalvo ha chiesto scusa. “Quelle venti righe hanno vanificato quattro mesi di direzione. Borghezio le avrebbe scritte con più classe e moderazione”. Ammettiamolo: il confronto è ad alto livello. Borghezio d’accordo. Ma Boso? Moncalvo ha licenziato il collaboratore autore dell’articolo ma ha dimenticato di licenziare l’autore del titolo, cioè se stesso. E’ intervenuto anche Bossi: “Che un giornalista tifoso esca dalle righe e mescoli a vanvera gli aggettivi e gli insulti contro i tifosi avversari è cosa che non va bene”. Bossi! Ma è impazzito? Non si può più uscire dalle righe? Non si può mescolare a vanvera gli insulti? Siamo vicini a un altro ribaltone? Ah i bei tempi del celodurismo!
BRUNO VESPA. Il bravo conduttore di Porta a porta conosce il motivo per cui Giulio Andreotti è stato condannato e lo rivela ai lettori di Panorama: il ritardo. “Se la sentenza fosse arrivata prima del ’99, il senatore se la sarebbe cavata. In Italia l’esito di certi processi dipende dalle stagioni: cambia il clima”. Messaggio trasversale per Cesare Previti. La sentenza non migliora se si opera nello spazio. Bisogna operare sul tempo.
Claudio Sabelli Fioretti
Nessun commento.
Commenti chiusi.