da Vittorio Grondona
In questi giorni stiamo assistendo ad un’ennesima alzata di testa della Lega Nord. Questo partitino, fortunatamente ridotto all’osso dopo le ultime elezioni e quindi per la sua insignificante consistenza numerica non dovrebbe politicamente contare più niente in base alla nostra pur bruttissima legge elettorale, è riuscita ugualmente a sfruttare l’alleanza con la destra, prestandosi a fare il gioco del Cavaliere in delicatissimi settori, come quelli del lavoro e della giustizia, disattendendo clamorosamente nei risultati le aspettative economiche e sociali della maggior parte degli elettori “meno abbienti” della cdl. Cosa si aspettavano gli italiani, che la Lega Nord si accollasse gli incarichi più sgraditi dell’amministrazione pubblica solo per amor di patria senza peraltro chiedere nulla in cambio al suo “particolare datore di lavoro”? Il decentramento amministrativo, chiamato servilmente “devolution” in totale dispregio della nostra bella lingua, non è altro che la cambiale che la Lega Nord intende ora mettere a pagamento per i suoi deprecabili servizi. Non occorre essere “aquile” per capire quanto in realtà possa essere catastrofico per l’Italia, soprattutto per il Sud, un provvedimento così irresponsabile.
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