da Gigi Moncalvo, direttore de “la Padania”
Caro Claudio, sei il solito bricconcello, che potrebbe far bene le cose ma si ferma sempre a metà….Ho letto il tuo “Persone”, sono onorato di essere entrato a farne parte, non merito di trovarmi insieme a Luca Barbareschi, Cesare Previti, Bruno Vespa. Anche perchè le cose che scrivi su di me sono false. Chi ti ha detto che sono stato io a fare il titolo riguardante la vicenda dei “tifosi” romanisti? Sei fuori strada. Anche tu vuoi far finta di non capire, ma lo sai benissimo, che il direttore di un quotidiano può, talvolta e anche molto spesso, trovarsi nella condizione di non leggere tutto ciò che c’è scritto sul giornale. Vedi, incidenti o eventualità del genere, non sono capitate solo a me in quell’occasione, ma anche, ad esempio, a due signori che si chiamano Gad Lerner e Nino Rizzo Nervo, nel momento in cui si trovarono a dirigere rispettivamente il TG1 e il TG3. Mandarono in onda le immagini crudeli di una vicenda di pedofilia nell’edizione di massimo ascolto dei loro TG: alle ore 19 e alle 20. Ricordi quell’episodio? Ne sono certo, così come sono certo che farai insieme a me queste tre considerazioni:1) Gli organici, i capiredattori, i capiservizio – cioè i filtri di controllo – di Tg1 e Tg3 sono immensamente più grandi, come quantità, di quelli de “la Padania”;2) I due direttori erano stati preavvertiti dal direttore generale Rai di fare attenzione poichè stavano circolando immagini tv, non si sapeva se distribuite dai carabinieri o dalla magistratura o da altre fonti, di particolare crudezza;3) Come ben sai un TG si compone di una decina di servizi da un paio di minuti ciascuno, e non di pagine e pagine di testi (per noi le pagine sono 24 tutti i giorni) come accade nei quotidiani. E quindi il controllo nei TG è o dovrebbe essere più facile.A fronte di tutto questo, dato che so che sei uno che ragiona, è ammissibile che un direttore di quotidiano incorra in quello che si chiama “omesso controllo”? Se questo è potuto accadere al TG1 e al TG3 e per una vicenda ben più grave, e con un target di ascoltatori di alcuni milioni di persone, permetti e consenti che sia potuto accadere anche a noi, anche a me?Per quanto riguarda il titolo, ti sarei grato di indicarmi come fai ad essere così sicuro che lo abbia fatto io. A me non risulta.So già che nella risposta obietterai che Lerner e Rizzo Nervo si dimisero dopo quella vicenda, ma so anche che la tua capacità di fare inchieste ti permetterà di descrivere bene che tipo di dimissioni furono e con quali risvolti di tipo finanziario ed economico (beati loro!).Ciao, grande maestro.
Caro Gigi, credimi, sono d’accordo su tutto quello che hai scritto, dalla prima all’ultima riga. Ma non capisco perché te la prendi con Lerner e Rizzo Nervo. Io nulla ho detto sull’omesso controllo dell’articolo. L’unica riga che dedico a te,.messo a panino fra un Barbareschi e un Previti (e capisco che la situazione possa essere imbarazzante) è quella relativa al titolo. So benissimo (anzi ne sono stato spesso vittima) che la responsabilità oggettiva del direttore per tutto quello che scrivono i redattori è una puttanata pazzesca. Ma un titolo a tutta pagina, Gigi, anche se non l’hai fatto tu, mi riesce difficile pensare che ti sia sfuggito. E se è un titolo che costringe perfino il grande capo Celoduro Umberto a chiedere scusa vuol dire che è un titolo forte, uno di quei titoli che i capiservizi fanno vedere al direttore. Potrei dire anche altre cose. Che tu sei in cerca, giustissima, di visibilità. Che se i tuoi redattori si sentono legittimati a comportarsi da puri razzisti nei confronti dei romanisti (se l’avessero fatto nei confronti dei laziali sarei già arrivato in redazione col napalm) vuol dire che il clima in redazione lo favorisce. Che se i soldati sono dei pirla, anche il generale si becca cazziatoni. Che i 1500 romanisti erano sicuramente dei fannulloni ma che contestare Galliani, l’uomo di Marsiglia, è dovere morale. Insomma, hai la mia solidarietà, ma contemporaneamente consentimi di ricordarti che, per quello che il tuo giornale ha scritto, ti è andata anche bene. Burino e fannullone che non sei altro.(csf)
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