Sono rimasto impelagato in una polemica kafkiana su Radio Tre. Vi racconto la storia. Avendo notato che nel web infuriava, almeno in certi siti, forse di nicchia, la protesta contro l’arrivo di un nuovo direttore a Radio Tre, Sergio Valzania, al posto del vecchio e popolarissimo direttore, Roberta Carlotto, avevo deciso di intervistare per Sette il nuovo direttore. Al quale avevo ribadito le accuse e del quale avevo registrato le difese. L’intervista(http://interviste.blogspot.com/2002_11_01_interviste_archive.html#85176035) mi era sembrata buona. Mi era piaciuta soprattutto la parte in cui Valzania spiegava la sua teoria sulla lottizzazione, spregiudicata e sincera. E così sono entrato nella polemica come protagonista. Un protagonista ruffiano, cortigiano e leccapiedi. Dopo centinaia di interviste definite perfide e da alcuni perfino da killer, ecco che sono costretto a scoprirmi autore di intervista a tappetino. Il sito www.amicidiradio3.com spara una bordata pesante. Thierry La Fronde sostiene (http://www.amicidiradio3.com/bb/portal.php) che l’intervista è quanto di più cortigiano possa esistere. Io decido di rispondere sullo stesso sito spiegando le mie ragioni(http://www.amicidiradio3.com/bb/viewtopic.php?t=105) ma così facendo provoco altri e più pesanti commenti. Scorretto, lingua pendente, senza professionalità, insipiente, inadeguato, disonesto culturalmente e in malafede. Sì, sono io, secondo Michele. Che fare? Per voi, se siete minimamente curiosi, ho pubblicato tutti gli interventi in Documenti, tranne l’intervista che, naturalmente, è in Interviste. Ma lasciatemi fare due righe di commento anche se forse l’opinione un po’ sgangherata di due appassionati cultori di Radio Tre è un po’ poco per farla diventare opinione pubblica. Quando vediamo qualche intellettuale litigare sguaiatamente nei vari talk show televisivi in preda a integralismi culturali pensiamo che sia un problema loro. Invece siamo tutti così, un po’ più un po’ meno. Nemmeno gli amanti di Radio Tre, che dovrebbero essere colti, quindi tolleranti, riescono ad affrontare un dibattito con serenità e finiscono velocemente sugli insulti. Ma su quella intervista gradirei conoscere anche il vostro parere.
Claudio Sabelli Fioretti
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