da Sirio Di Giuliomaria
Mi sono piaciuti molto i tuoi articoli sul “voltagabbana”. Vorrei toccare tre punti: 1.Sono d’accordo con Pia Luisa Bianco circa il giudizio sui “voltagabbana” (importante usare le virgolette). Un mio amico inglese mi ha detto che nella sua vita come elettore ha votato per tutti e tre i maggiori partiti. Osservazione: come si fa a sostenere il principio dell’alternanza se si cerca di mettere all’indice chi cambia voto, e sostegno, a un partito?2.Il contrario di “voltagabbana” è “fedelissimo”. Si tratta di quelli che si vantano di essere “coerenti” e di votare da sempre per lo stesso partito (indovina quale?). Sono quelli che costituiscono lo zoccolo duro. Sono “coerenti” perchè hanno votato per lo stesso partito malgrado le giravolte che ha fatto e il suo approdo alla sponda opposta (il liberalismo, ma dopo la caduta del muro si Berlino).3.Nella tua galleria di ritratti dei “voltagabbana” includi Paolo Flores D’Arcais. Hai ragione ma forse non conosci uno dei suoi atti di trasformismo. Flores era membro della IV Internazionale, trotskista iscritto come molti altri, ad esempio Giorgio Ruffolo (pseudonimo nella IV Internazionale: Marcello Arienti). Nel momento in cui si è verificata l’ascesa del maoismo nel movimento studentesco, Flores, da un giorno all’altro, passò dal trotskismo al maoismo. La sua affrettata giustificazione era che quando era trotskista (e anche membro del gruppo dirigente della Sezione Italiana della IV Internazionale) non c’era stata la rivoluzione culturale (!!). Conosco bene l’episodio perché in quel momento era Segretario della Sezione Italiana e membro del Segretariato Internazionale della IV Internazionale. E l’internazionale trotskista aveva criticato severamente la rivoluzione culturale sin dal suo inizio.
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