Il film della vita di Muhammad Alì-Cassius Clay è stato presentato a Washington: sarà lo spettacolo più visto al mondo secondo lo stesso Alì, perché – dice – “io sono l’uomo più popolare sulla Terra, dopo Gesù Cristo, s’intende”. L’attore che lo interpreta si chiama Will Smith. “E’ stato molto bravo”, dice Alì-Clay, “ha colto di me cose molto personali”. C’è una scena in cui il pugile dice che non andrà a combattere in Vietnam (ricorderete che gli fu anche tolta la licenza, per questo suo rifiuto, e rimase senza un soldo): “Nessun vietcong mi ha mai chiamato negro”, grida. “I vietcong non sono miei nemici. Perché dovrei andare fin laggiù ad ucciderli, quando i miei nemici sono qui in America?”. Una frase piuttosto forte in momenti come questi in cui in nome della patria si commettono i peggiori crimini. Eppure è risuonata in una sala di Washington. Che cosa è successo? Fischi? Urla? Proteste? No. Racconta Riccardo Romani sul “Corriere della Sera” che si è scatenato un applauso. Ma allora? L’America patriottica dove è andata a finire? Non sarà che i mass media ci mostrano qualcosa di falso? Siamo sicuri che gli americani sono tutti guerrafondai? Ricordate quando il Parlamento italiano quasi all’unanimità votò per l’intervento italiano in Afghanistan mentre i sondaggi davano almeno della metà degli italiani contrari? Che stia succedendo qualcosa del genere anche negli Stati Uniti?
Claudio Sabelli Fioretti48. segue
Nessun commento.
Commenti chiusi.