da Walter Lanaro
Cari lettori, ieri sera nella citta di Genova è successo qualcosa di molto importante. Non la solita protesta di operai,non il solito sciopero per un aumento salariale (benchè proteste sacrosante!). Ma una protesta chiara e netta contro l’accordo “a delinquere” tra Governo e Regione. Infatti dopo un serrato dibattito parlamentare, il governo ha deciso di cedere alla Regione Liguria, le aree demaniali dove è situata la oramai “famosa” acciaieria di Cornigliano.A questo punto è facile prevedere che la Regione, da sempre contraria alle lavorazioni a caldo, deciderà di chiudere le stesse, in barba agli accordi sindacali firmati anni fa circa il futuro delle acciaierie,e soprattutto senza dare garanzie reali ai lavoratori. Ben 1200 (milleduecento) operai, famiglie escluse!Il Presidente della Regione Biasotti, in sua difesa ha detto, che all’interno di quelle aree saranno edificati “insediamenti socioproduttivi strategici”. Ma cosa siano realmente nessuno lo dice. La cosa grave, non è tanto l’aver passato alla regione un terreno demaniale (d’altra parte si parla tanto di federalismo!!!), ma che i lavoratori non hanno alcuna garanzia di poter ancora lavorare se venisse spenta la lavorazone a caldo. Ed allora, ecco scatenarsi la rabbia degli operai, che con grande forza d’animo, ieri sera, ma anche stanotte ed oggi sono rimasti a presidiare la Prefettura di Genova, bloccando totalmente il traffico. Questo governo ed i suoi simili nelle varie regioni, danno un altra volta l’impressione di non voler tutelare il fattore lavoro, ma solo gli interessi di pochi. Ma stiano attenti, poichè Genova ha già dato prova di non essere una tigre di carta!
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