Il mitico direttore di Cuore, l’autore di successo in televisione e in teatro, l’editorialista della Repubblica, lo scrittore di libri di successo. Michele Serra. Anche lui è entrato qualche giorno fa nel dibattito fondamentale.
Michele, togliamoci subito il pensiero: i salotti.«Oh Gesù…»
Sapevo che saresti stato contento di questa domanda…«I salotti… mi fa molto ridere parlarne…»
Ne hai scritto. Non ti colgo impreparato.«Esistono salotti di diversa metratura, forma e lusso».
Ma tutti piuttosto ricchi.«Il salotto del delegato Fiom effettivamente non si è mai visto. Ma dei salotti altolocati so poco, non li frequento».
Il salotto dell’avvocato Augusto Bianchi… Un salotto cult della sinistra milanese…«Ci sono andato una volta. C’erano centinaia di persone affastellate… Non era un salotto, era una Curva Sud. Mi ricordava un’assemblea del ’68».
E i salotti romani?«Suspisio… Verusio… E se uno viene invitato da Suspisio e si sbaglia e va da Verusio?»
Succede molto spesso.«E se va da Subasio?»
Senti…«Vuoi sapere se c’è una fascia alta di intellettuali di sinistra che amano fare quel tipo di vita?»
Se lo chiedono in molti.«Questo discorso del salotto romano inciucione mi riguarda poco. Riguarda forse Bertinotti. Capisco che possa irritare: io trovo sconveniente anche andare a Porta a Porta. Pensa da Suspasio e Verisio».
Suspisio e Verusio.«Le borghesie urbane sono sempre più di sinistra. E i ceti popolari sono sempre più di destra. Ogni tanto mi chiedo se non sto frequentando troppi giornalisti, professori, urbanisti, architetti, scrittori. Avrei bisogno di frequentare idraulici».
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