da Biagio Coppola
Noto, con una sottile punta di amaro piacere, che in qualcuno si sta instaurando il tarlo del dubbio sulla genesi del neonato PD. I più scafati in politica lo sanno che è una mera operazione di potere addizionare due culture, due religioni, per farne una sola. Io , da ateo, me ne son guardato bene dall’aderirvi, e quello che sta venendo alla luce è quanto di più squallido possano fare due leader che in comune hanno solo la bramosia del potere dato che interessi e ideologie, teoricamente, sarebbero in antitesi. Il nano di Arcore si alleerebbe anche col diavolo pur di non perdere le prossime elezioni e difendere le sue aziende che, se date un occhio ai grafici di borsa, son due anni che perdono quota. Il paladino dei buonisti, di contro, ambisce al soglio di Romano, pacatamente, serenamente, come direbbe Crozza e non si fa scrupoli di buttare alle ortiche oggi i PACS e magari, domani, abolire la 194 per non offendere il pastore tedesco.
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