da Stefano Santachiara(www.centomovimenti.com)
Signor Barracco, non c’è nessuno scontro e nessun dissenso. Semplicemente Enzo Biagi, licenziato dopo 40 anni di successi in Rai tramite un’elegante raccomandata, dice che a certe condizioni, a certi limiti, non può lavorare. Chiedeva di essere libero di informare ed esprimere le sue opinioni, come ha sempre fatto per 40 anni fino alla cancellazione de “Il fatto” dopo il diktat bulgaro berlusconiano(per inciso, l'”uso criminoso” di Biagi è stato invitare in trasmissione il premio Oscar Roberto Benigni. Parola di un noto evasore fiscale, collezionista di società off-shore, corruttore-prescritto, i cui primi miliardi sono tuttora di ignota provenienza, il cui braccio destro è condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e quello sinistro condannato in primo e secondo grado per corruzione in atti giudiziari) e le mezze offerte che gli sono state fatte successivamente non prevedevano quelle condizioni. I fatti sono chiarissimi: come dice Travaglio e non dice per eleganza Enzo Biagi(che ha sofferto molto: chi lo ha visto ospite di Fabio Fazio si è accorto di quanto è invecchiato in soli due anni) “Il Fatto” è stato cancellato e Biagi è stato cacciato a pedate con una raccomandata. Punto. La tecnica del Regime mediatico, tesa appositamente a confondere, è chiara: prima cacciano un professionista serio e poi gli concedono l’elemosina di un ritorno in quarta serata e alle loro condizioni, ossia a schiena piegata. Infatti Berlusconi, nel corso della sua famosa conferenza bulgara, disse anche:”Se cambiano, possono tornare..”. Sorry Mr.Barracco, impossibile per gente come Biagi, Santoro, Luttazzi(ma anche Beha, Massimo Fini, Hendel, Paolo Rossi, Guerritore, Fo e Rame) piegare la schiena.
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