da Sergio Mancini
Ebbene sì, compravo e leggevo il Foglio, prima di scoprire che era anche in rete. L’avevo già comunicato tempo addietro a Sabelli Fioretti, precisando che mi aspettavo che potesse diventare una buona fucina di penne per la destra malconcia e ignorante di questa Italia. Anche perché su altri fogli si vantavano le doti di Buttafuoco (non dico niente sennò finisce come con il collant), di Langone (qui invece dico e ribadisco: dannunzietto dalla penna nera, ti fa passare la voglia di mangiare a ogni recensione di ristorante), la stessa Soncini e anche quella gentile signora di cui non ricordo il nome che si occupava di cinema. Poi, vabbuono, c’era anche la versione di Andrea, ma queste erano goliardate accettabili. Poi, come al solito, acredine e complessi di inferiorità tipicamente fascisti hanno rovinato quella che poteva essere una discreta piazzetta. Tra l’altro scrissi al Foglio proprio per criticare quel’atmosfera da fureria (e lo giuro, i collant della Soncini) e fui anche pubblicato. Dopodiché non lo lessi nemmeno più in rete, ma non perché mi sentissi in colpa o perché non volessi esere considerato fascista, ma perché è diventato di una noia mortale.
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