da Vittorio Grondona – Bologna
L’on. Rivolta di F.I. ieri a radio radicale ha spiegato quanto costi ad un deputato svolgere con onestà il mandato popolare. Il lauto stipendio comprensivo delle indennità elargito con larga magnanimità dallo stato è per lui appena sufficiente. In pratica sintesi un poveraccio squattrinato, ma potenzialmente meritevole ed idoneo, che per pura fantasia fosse eletto dal popolo acquisterebbe di botto il diritto di aprire un ufficio politico in diverse città a sua scelta; stipendiare alcuni collaboratori fidati, lui ne ha cinque; mangiare, bere e dormire gratis nei ristoranti e negli alberghi di un certo pregio nelle località di missione e non solo; affittare un appartamento, il suo è modesto a 1250 euro mensili, nelle vicinanze del Parlamento e, infine, di usufruire di tante altre belle agevolazioni che non sto a ripetere, come viaggi ed altri spostamenti vari. Ogni cosa ovviamente a carico degli italiani tutti. Mica male, no? Peccato che gli squattrinati, anche se, come detto sopra, potenzialmente meritevoli, siano di fatto esclusi dalle scelte di partito nella compilazione delle liste di chi deve essere votato, soprattutto da quelle del partito dell’On. Rivolta. Certe opportunità capitano ai poveracci solo nelle favole!
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