Solo in Italia a trent’anni si torna a vivere con i genitori. A Roma i praticanti legali vengono rimborsati con la benzina per lo scooter. Nel Meridione i giovani passano i loro migliori anni a fare concorsi. I ricercatori, figli di gente semplice, maledicono il Paese ingiusto e salutano. Decine di donne, di buona istruzione e aspetto gradevole, rivelano tutta la loro solitudine: la chat come unico rimedio ad un destino da single. Concetto Vecchio, firma di “Repubblica”, nel 2008 ha compiuto un viaggio lungo un anno da Nord a Sud, durante il definitivo trionfo di Silvio Berlusconi. Da Verona a Milano, da Roma a Catania, s’è imbattuto nelle nuove leve incapaci di farsi classe dirigente. N’è venuta fuori una cronaca, Giovani e belli, ricca di voci e storie. Il racconto entra nel privato dei protagonisti, li segue passo dopo passo, ma non indulge al giovanilismo, provando a capire l’origine della grave crisi generazionale. In Bocconi, l’università delle élite, i professori si lamentano perché gli studenti giungono ai colloqui accompagnati dalla mamma. Poi Vecchio mette piede alla Camera dei deputati e scopre gli “altri” trentenni, le nuove stelle del berlusconismo. Come Elvira Savino, parlamentare del Pdl, che in poche settimane passa da perfetta sconosciuta a miss Montecitorio; il presidente del consiglio le farà da testimone di nozze.
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