da Peter Freeman
Caro Csf, io Taschini proprio non lo capisco. O forse lo capisco anche troppo: soffre di elettoralite acuta. E’ lui che non capisce quello che scrivo e mi attribuisce intenti, significati e volonta’ di chi sa che cosa. Nel merito, a me di come si veste Fassino non me ne puo’ fregare di meno, si mettesse quello che vuole, la grisaglia o il tanga (da Vespa farebbe una certa figura…), sono affari suoi. Ma il pulpito che c’entra? Il pulpito, se mai ce ne fosse uno, e’ il mio, non quello di Bertinotti. Parlo per me, insomma. Peraltro, non me ne frega nulla neppure di come si veste Bertinotti. Pensa un po’.
Il problema sollevato dal mio post e’ un altro: dato per acquisito che mi sta sulle palle (ora e sempre) Klaus Davi, e che se un consulente lookologo e’ un “facile bersaglio” la colpa non e’ del consulente ma di chi vi fa ricorso, mi spiega Taschini per quale motivo un segretario di partito (e che partito) si avvale della consulenza di questo specialista di cose generiche? Quanto agli argomenti, quelli su cui scrivo li scelgo io e non Taschini, che gli garbi o meno. Quanto allo stare all’opposizione, gli garantisco che non e’ affatto divertente, soprattutto se si lavora alla RAI.
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