di Marco Travaglio (L’Unità del 20 Gennaio 2005)
Mentre il centrosinistra s’interroga astutamente sul concetto di «riformista» e di «estremista», alla ricerca di «moderati» in grado di stare al passo con quel campione di moderazione che è Berlusconi (infatti parla ora come il senatore McCarty, ora come i volantini delle Br) e di non spaventare gli elettori «di centro», Tg3 Primo Piano manda in onda uno dei simboli del «moderatismo» italiota: Totò Cuffaro, il tondeggiante democristiano che i bambini non li mangia ma li bacia, il burroso governatore dell’Udc che molti spiritosi considerano «la parte migliore del Polo».Bisogna essere grati a Giuliano Giubilei per averci mostrato il governatore di Sicilia in tutto il suo adiposo splendore. Perché chi pensava che peggio di Schifani non si potesse essere, dopo aver visto Cuffaro si è convinto che sì, si può. Qualcuno, alla vista di cotale spettacolo, è persino riuscito a capire perché il cuffariano Casini sentì l’impellente bisogno di telefonare a Dell’Utri e poi di farlo sapere alla nazione e soprattutto ai giudici appena riuniti nin camera di consiglio, nella speranza che ascoltassero il suo, di consiglio.CONTINUA…
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