da Barbara Melotti
Caro Claudio, non so se ha ragione Ostellino, cioe’ se il kamikaze debba essere considerato sempre e comunque un terrorista, sia che si faccia saltare in mezzo ai civili, sia che lo faccia in mezzo a militari in azione di guerra; penso che, per far si’ che questo giudizio si traduca in una sentenza penale, per di piu’ in un paese “terzo”, dovrebbe esistere una qualche norma internazionale o legge dello stato che lo preveda. Di sicuro so pero’ che lo stesso PM Spataro, intervistato dal tuo Corriere, riconosce (lagnandosene) che il giudice non ha ritenuto provata tale circostanza, e questo, con buona pace di Ostellino, e’ esattamente quello che un giudice deve fare, valutare le prove. Ostellino poi seguita a sbagliare, attribuendo la decisione del giudice “a prescindere dalla risoluzione dell’Onu 1511 del 16 ottobre 2003”: il giudice, sempre intervistato da tuo solerte corrierone, specifica che la sua valutazione e’ ovviamente limitata all’ambito del processo, e che tale ambito si riferisce (e si ferma) al marzo del 1993, in costanza di guerra anche per “cespugli” e “banane”. Per la precisione.
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