da Gianni Franchini, Roma
Diciamo le cose come stanno. Solo da noi tecniche di democrazia diretta già collaudate in altri paesi precipitano nel grottesco. Le primarie dovrebbero costituire un sistema per far pronunciare la base di un partito (ovvero gli iscritti e solo loro) in merito a questo o a quel possibile candidato in questo o quel collegio, magari collegato a questo o a quel candidato premier. Poi il partito fa le sue scelte. Da noi invece o diventano occasione per imporre un candidato regionale, Vendola, facendo assurdamente votare chiunque si trovi a passare per la via in quel momento o diventano un sistema per Bertinotti o Pecoraro Scanio di azzoppare un altro candidato utilizzando le primarie al solo scopo (pubblico) di esibizione di muscoli e (privato) di contarsi e col solo concreto fine di estorcere più potere in fase di accordo di governo (…)
Nessun commento.
Commenti chiusi.