da Alessandro Ceratti
Leggo la lunga lettera di de la Fuente. Sembra sincera, e comunque la voglio prendere per tale. Allora gli chiedo: è possibile che di “comunisti” come li descrive lei ce ne siano ancora in circolazione, ma quanti sono? Le si è creato una figura che è in gran parte mitica, almeno altrettanto di quella eguale e contraria del “capitalista” attaccato solo ai soldi, povero di ogni altra cosa, schiavo del proprio egoismo. Non è immaginandosi un “nemico” inesistente che porterà argomenti validi a sostenere le proprie idee. (…)
Nessun commento.
Commenti chiusi.