di Emanuele Macaluso (Il Riformista)
Nel primo anniversario della Liberazione dell’Italia dal comunismo (1994), Adornato e Bondi non hanno potuto dire: noi c’eravamo. Erano altrove. La liberazione durò solo sei mesi. Infatti il Bossi lasciò il fronte anticomunista e fu assunto come costola della sinistra. Il nuovo governo cadde in mano al bolscevico Dini. Nelle elezioni del 1996 vinsero i comunisti e i leninisti, e Prodi e Ciampi introdussero la nuova moneta, l’euro-rublo, per sfasciare l’economia. Prodi fu scalzato dall’anticomunista Bertinotti, ma arrivò il comunista doc D’Alema, issato sulle spalle dello stalinista Cossiga: insieme buttarono bombe sulla testa del socialista riformista Milosevic. Finalmente arrivò l’ora del coraggioso Giuliano Amato, che era stato con Craxi, ma era un infiltrato comunista da quando, giovane, militò nel Psup. Nella lunga notte comunista crollava il capitalismo, e gli effetti si vedono con la Parmalat. Tuttavia le aziende del Cavaliere si sono ristorate e hanno contribuito, nel 2001, a sconfiggere il catto-comunista Rutelli. E non è finita. Vorrei chiedere a Pisanu, Martino, Urbani, Letta, Casini, Fini e altri, che hanno cultura politica: sino a quando durerà questa tragica farsa?
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