da Piergiuseppe Caporale
Ho il cuore gonfio di pietà e di pena. Facile asserirlo? Sì, purtroppo, soprattutto quando ci tocca turarci il naso davanti ai detentori del dolore che da più parte si arrogano il diritto di piangere. Lo schifo peggiore, però, viene dallo sfruttamento degli avvenimenti: da una parte l’enorme spot del nostro Presdelcons., dall’altra l’autentico autogol di uno come Santoro che, tentando uno spot uguale e contrario, ha fatto apparire Vespa un angioletto senza macchia e senza paura. Per non parlare della parte giornalistica vera e propria che, nel caso di Vespa, è stata al di sopra di ogni sospetto e rigorosamente cronachistica, mentra dall’altra parte ha rivelato uno stupido pressappochismo che ha, persino, fatto brillare di luce adamantina (sic.!) il solitamente strisciante Giordano. In ogni caso viva la dignità degli Abruzzesi, al cui sangue, almeno per metà, appartengo anch’io.
da Armando Gasparini, Veneto Alto
…Uso lo stesso lessico di Santoro e del fido Vauro per dire quanto odiosa, a momenti, è stata la puntata di Annozero sul terremoto. Aprendo con una serie di immagini dei sopravvissuti, degli sfollati, fra i quali non si scorgeva una divisa, un camice, un distintivo, un elmetto giallo, una mano che porge una coperta o un bicchiere di latte… Ringhiosi sussulti nelle interviste sui volontari che non c’erano, a passare la tesi del loro ritardo. Non si fa così servizio pubblico…e diventa boomerang per i voti della sinistra.
da Alessandro Ceratti
Prima del terremoto io credevo che per il centrosinistra le prossime elezioni sarebbero state una sconfitta durissima. Ora invece credo che saranno una disfatta assoluta. Il motivo è semplice: non so se il governo lavorerà bene o male per affrontare questa emergenza, so che in ogni caso, anche se dovesse fare molto male, a giugno sarà troppo presto per dirlo. A giugno sarà ancora il tempo in cui si crederà e si vorrà fortemente credere alle promesse che verranno fatte. In Abruzzo come nel resto dell’Italia.
SATIRA PREVENTIVA di Michele Serra (grazie a Paola Bensi)
In seguito alle notizie di stampa calunniose diffuse dopo i recenti vertici internazionali, e per evitare nuovi pretestuosi attacchi, Palazzo Chigi ha deciso di diffondere con largo anticipo il programma dei prossimi incontri, con particolare riferimento agli obblighi protocollari del premier.
Londra, giugno 2009 Vertice italo-inglese. Per dimostrare alla regina che non le porta rancore, Berlusconi le fa omaggio di un reggipetto di pizzo, pregandola di indossarlo in sua presenza. Nella foto ufficiale, il premier si attiene scrupolosamente al silenzio, e per sottolineare quanto sia radicato il rapporto di profondo rispetto per l’Inghilterra, posa travestito da Francis Drake, puntando scherzosamente il cannocchiale da ammiraglio dentro il décolleté della regina. Prima dei saluti, la tradizionale barzelletta: gli esperti di protocollo di Palazzo Chigi suggeriscono di evitare quella sulla dissenteria di Winston Churchill. Meglio una generica barzelletta sui pompini. Parigi, ottobre 2009 Nuovo vertice del G20. Nel corso della foto ufficiale, per evitare strumentalizzazioni Berlusconi si trattiene nei giardini dell’Eliseo, posando per un acquerellista venuto apposta da Montmartre. Nel tardo pomeriggio, dopo avere appeso il suo ritratto nell’appartamento privato di Sarkozy, raggiunge gli altri 19 leader nel salone della cena, offrendo uova sode che estrae dalla tasca dei pantaloni. Telefonata a Erdogan per salutarlo. Barzelletta: quella su Carla Bruni in visita a una caserma della Legione Straniera.
Nairobi, marzo 2010 Vertice pan-africano, presenti tutti i capi di Stato del continente più Berlusconi, invitato come osservatore. Il premier regala a ogni leader africano un paio di scarpe da ballo. Durante la foto ufficiale, per non mettere in imbarazzo gli altri, si presenta con un fondotinta nero e un cappello di paglia, intonando un blues. Lavori interrotti da una telefonata a Erdogan, per fargli salutare uno per uno i 49 leader presenti che si passano il telefonino. Barzelletta sui cannibali.
Vaticano, giugno 2010 Incontro con il pontefice. Ratzinger regala a Berlusconi un rosario. Berlusconi ricambia con un motoscafo. Il premier costringe il papa a telefonare a Erdogan. Foto ufficiale molto affettuosa, con Berlusconi che si mette scherzosamente in testa il cappello del papa. Riunione di lavoro per confermare la solidità dei valori cristiani del nostro governo: Berlusconi garantisce a Ratzinger che non è affatto divorziato, si è solo allontanato da casa nel 1981 per comperare le sigarette, e la stampa, come al solito, ha frainteso. Barzelletta sulla suora che non riesce a sfilare i collant.
Brisbane, settembre 2010 Vertice Australia-Giappone. Berlusconi non è invitato ma si presenta a sorpresa per telefonare a Erdogan dicendogli: “Non ci crederai, sono a Brisbane!”.
Giove, luglio 2045 Summit del sistema solare. Berlusconi, in rappresentanza della Terra, garantisce aiuti economici all’Imperatore di Urano, che accetta per pura cortesia: il più povero degli uraniani possiede dieci catene televisive e usa le banconote da mille Uron (un miliardo di euro) per soffiarsi il naso. Il premier racconta al presidente di Saturno la barzelletta “Ci sono un tedesco, un italiano, un inglese e un ebreo su un aereo”, ma è costretto a ripetergliela per i tre giorni del vertice perché non la capisce. Telefonata a Erdogan per rafforzare i rapporti di amicizia tra Turchia e Plutone. Durante la foto ufficiale, Berlusconi fa le corna all’ombroso premier marziano, che non capisce lo scherzo e lo incenerisce con il suo laser da polso.
da Claudio Urbani, Roma
Tra un servizio fotografico di solidarietà e lacrime, si trova sempre il tempo per queste vergognose e offensive nomine privilegiate, mentre si chiedono offerte di solidarietà ai cittadini: http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/expo-milano/nomina-stanca/nomina-stanca.html
da Biagio Coppola, golfo di Napoli
Si, secondo quel tale Clemente da Ceppaloni sarei un farabutto a pensare che la sua candidatura nel PdL alle europee rappresentino i 30 denari per il suo tradimento a Romano Prodi. Sinceramente credo di non essere l’unico a pensarlo, ma non è questo che mi conforta, spero solo che una sua eventuale debacle elettorale rappresenti il suicidio definitivo di un giuda dei giorni nostri.
EDOARDO COFFERATISi diceva ciò (csf)
da Mario Strada
Lo suggerisce Tito Boeri su Repubblica di ieri: il prossimo G8, che e’ inutile, potrebbe essere annullato e si potrebbero recuperare, almeno, altri 400 milioni.
da Pino Granata
Ho sotto gli occhi le immagini inviatemi da un’agenzia fotografica tedesca. A Berlino si incendiano le auto di lusso. A Parigi si sequestrano i manager delle aziende in crisi. What’s next?
da Caterina Bussi, Bologna
E adesso? Farà l’ eurodeputato e invierà cartoline da Bruxelles? «Il problema non è Bruxelles e nemmeno Roma: se andassi, potreste dire che sono un ciarlatano» (da un intervista a Sergio Cofferati su Repubblica del 10 ottobre scorso)