di Alessandro Robecchi (da Paola Bensi)
Sulla proposta del cinque per mille ai terremotati dell’Abruzzo da queste parti la si pensa esattamente come la pensa Roberta Carlini, che sul sito economico Sbilanciamoci.info ha scritto esattamente questo: La bufala del cinque per mille alle vittime del terremoto (clicca per leggere). Insomma, non vorrei essere volgare, ma si tratta esattamente di fare i froci col culo degli altri, in pratica di sottrarre finanze e mezzi al volontariato e alle Onlus con una proposta “umanitaria” più forte e recente come quella del terremoto. Con l’assurdo che si rischierebbe addirittura di togliere fondi a strutture volontaristiche che aiutano i terremotati… In pratica aiutare i terremotati con soldi che normalmente andrebbero a… aiutare i terremotati. Il fatto che la proposta venga da mister Tremonti, poi ce la rende particolarmente sospetta: si sa come va a finire con i creativi… Ma siccome non vogliamo che si pensi che siamo qui solo per criticare (e ci mancherebbe!), allora ecco una vera proposta, seria e semplice. TUTTO L’8 PER MILLE delle dichiarazioni dei redditi relative al 2008 (cioè quelle che ci apprestiamo a compilare) ALL’ABRUZZO. Tutto quanto, quello dello Stato, quello della Chiesa Cattolica, quello delle comunità Valdesi… Molto semplice. Basta una leggina di una riga che dica: l’8 per mille della dichiarazione dei redditon 2008 sarà destinato alla ricostruzione delle zone terremotate dell’Abruzzo. Semplice, no? Come potrà lo Stato sottrarsi a questo piccolo impegno? E come potrà la Chiesa Cattolica dire di no? Coraggio, un gesto umano sarebbe apprezzato:
da Gino Roca
Caro Claudio, condivido il tuo onesto encomio in memoria di Giano Accame: ”Era una persona per bene. Un po’ fascista. Ma molto critico. E simpatico”. Ti confessò di essere stato ”balilla e avanguardista”. Ma ti disse anche che non si era sentito ”molto fascista fino all’8 settembre del ’43, quando ho visto il tradimento, la gente che si rallegrava per la sconfitta”. Nei suoi anni difficili in televisione non si vedevano intellettuali di destra. Con due eccezioni. Alberto Giovannini prima. E Giano Accame dopo. Li ho conosciuti entrambi. Alberto Giovannini, da direttore del ”Giornale d’Italia” del Gruppo Monti. E Giano Accame da editorialista del ”Fiorino”. Quanti ricordi legati a quegli anni lontani. Si gridavano tanti slogan allora. Due erano legati al mondo di Giano Accame. Uno diceva: ”Pacciardi e Sogno l’Italia ne ha bisogno”. E l’altro: ”Sogno e Pacciardi prima che sia troppo tardi”. Eretico di destra Accame che era stimato a sinistra raccontava la sua lunga battaglia contro i pregiudizi e le discriminazioni per ”conquistare la propria libertà faticosamente”. C’era riuscito.
da Alessandro Ceratti
Mi è capitato di vedere un pezzo di X Factor dove veniva detto che una certa cantante, ormai eliminata, aveva raggiunto il vertice delle classifiche degli ascolti radiofonici e su youtube. Questa persona, senz’altro non priva di qualche talento, è ora insomma la più popolare dei cantanti italiani, mentre solo pochi mesi fa era una perfetta sconosciuta. Questo dovrebbe insegnare in maniera definitiva (ed è sorprendente che ci sia ancora bisogno di ricordarlo ad alcuni) che chi controlla le televisioni controlla il consenso popolare.
da Armando Gasparini, Veneto Alto
L’umorista Michele Serra, su Repubblica di ieri: “Il processo ad Anno zero sarebbe meno disgustoso se a istruirlo non fossero i giornali di governo”.Ben detto. Poi vado a pagina 10 di Repubblica e leggo: “L’indagine interna su Santoro per la puntata sul terremoto l’hanno decisa presidente e direttore generale Rai”. Il “presidente” che ha disposto l’indagine su Anno Zero è il vicedirettore di Repubblica (e di Serra) fino all’altroieri…
da Paolo Cape’, Milano
Un aspetto interessante dell’intervento di Gasparini su Annozero è il finale. Secondo l’amico Armando le modalità con cui Santoro ha impostato la trasmissione sul terremoto in Abruzzo sono un boomerang per i voti del centro sinistra. Con ciò dando per scontato che, così come tutte le trasmissioni di Fede, TG di Italia Uno, Vespa, TG1, TG2 ecc., sono confezionate per far affluire voti al centro destra, Annozero dovrebbe essere confezionato in modo tale da far guadagnare voti al centro sinistra. E’ una involontaria ammissione di come si intende l’informazione tv?
da Giorgio Goldoni
La conferenza (seguito di analoga conferenza tenuta a Durban, Sud Africa) e guidata da campioni di democrazia e rispetto dei diritti dell’uomo come la libica Najay Al-Hajjaji, con un iraniano come vice e un cubano come elemento di supporto , si aprirà inesorabilmente a Ginevra il 20 aprile. L’edizione precedente è stato solo un esempio del nuovo violento antisemitismo mussulmano e terzamondista che inquina le più prestigiose sedi internazionali. Obama non ha ancora deciso la partecipazione degli USA, e l’UE in quanto tale è incerta. Bene ha fatto l’Italia a rifiutare la sua partecipazione. Cosa non si discuterà a Ginevra:– libertà di opinioni e di dissenso nel mondo islamico;– libertà religiosa;-condanna della pena di morte;-tratta sahariana di schiavi, gestita da paesi arabo-africani;-emancipazione del mondo femminile nei paesi islamici.
da Francesco Falvo D’Urso – Lamezia Terme
Nella tassonomia giornalistica esistono gli sciacalli, ma evidentemente anche le carogne. E per carogne intendo quei giornalisti che manovrano la penna, e non solo, con viltà e perfidia, pur di agevolare il passaggio plurimo dell’attuale imperatore d’Italia e dei suoi cortigiani. La viltà con cui accomodano la realtà per ripristinarla a loro favore, impugnando lo scettro della verità unica, incapaci di tollerare le critiche e i punti di vista differenti. C’è un’Italia che non merita tutto questo scempio.
da Dan Galvano, Basilea
Ci fosse stato un sisma in “padania”, secondo voi la Lega avrebbe rinunciato ad accorpare le date elettorali e a risparmiare 400 milioni da destinare ai terremotati? Ah già, è successo ai terroni. Loro non votano Lega.
SOSPENDERANNO ANCHE NOI?da Cladio Urbani, Roma
da Rocco Ciolfi, Arce
E che dire del doppio carpiato con avvitamento di Vattimo? Prima: “L’Europa è un posto di una noia mortale, dove si parla solo di parafanghi e porri”. Dopo: (dichiarandosi “orgogliosamente comunista”) “Alle europee corro con Tonino di Pietro”.