da Claudio Urbani, Roma
“I soldi per gestire l’emergenza non mancano”. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, boccia l’idea del Pd di accorpare elezioni e referendum e di destinare i soldi che si risparmierebbero alla ricostruzione in Abruzzo. “Tanto per cominciare – obietta il ministro – non si tratta di 460 milioni, come si dice, ma di 173, perche’ ci sono spese, come quelle per la stampa delle schede, che vanno sostenute anche in caso di accorpamento. E’ una bella cifra, non c’e’ dubbio, non sono bruscolini, ma non abbiamo un problema di risorse per gestire l’emergenza”Ancora una volta c’è chi antepone gli interessi politici, la Lega non vuole accorpare il referendum per farlo fallire non raggiundo quorum, non ascoltando la volontà popolare, agli interessi sociali. Se 173 ml risparmiati non servono e non sono utili per la catastrofe in Abruzzo, perché chiedere contributi e aiuti?
da Dan Galvano, Basilea
Copio e incollo dall’articolo del Corriere sui dati PISA: “In Europa la sensibilità dei cittadini sulla qualità della scuola sta crescendo: quando gli ultimi risultati PISA sono stati pubblicati sulla stampa, le mamme tedesche hanno iniziato a telefonare in Finlandia per capire le cause del gap con la Germania e il sito in francese dell’OCSE ha oscurato i mediocri risultati della Francia per timore di tensioni sociali. Da noi invece questa coscienza civile è spaventosamente assente.” P.S.: Noi, paese del G8, siamo al 36° posto.
da Armando Gasparini, Veneto Alto
Adesso ho capito. Se uno non vota a sinistra è un ignorante. Se uno, non votandolo, cerca di capire le ragioni del successo del Cavaliere è affetto dal “complesso d’inferiorità per la (presunta) maggior cultura & intelligenza di quelli di sinistra.” Grazie Beretta, lei sì che ha capito tutto…ci basta erudire un 50% di ignoranti e il gioco è fatto. Ma come??? Prendono esempio dalla sinistra??? Bastasse blaterare…
Questo dibattito si è fatto noioso, inutile e ripetitivo. Fine (csf)
qui
da Bruno Stucchi – Cuggiono (MI)
Sostiene il Pereira in servizio effettivo permanente (Paolo Beretta) che nessuno aveva previsto la crisi. Tesi parzialmente vera.Il FT ha riconosciuto la propria dabbenaggine; bella forza, una bischerata così non passa inosservata. Tuttavia molti ritengonoche questo giornale sia ancora autorevole. I provincialotti alle vongole ci credono. Ci credono in particolare quelli che lo comperanoper tenerlo in bella mostra sulla scrivania, anche quando è noto a tutti che le loro conoscenze d’inglese si fermano a “me Tarzan, you Jane”.
da Paolo Beretta
Nessuna testata ha previsto la crisi, Stucchi. Se guardiamo le previsioni in campo economico, anche il Sole 24 ore fa ridere, quindi su questo punto sarebbe bene sorvolare. Sul fatto poi che FT non capisca il Cav., ritengo molto più plausibile, visto che comunque il FT è in buona (e abbondante) compagnia, che a non capirlo sia la casalinga di Voghera. E Stucchi.
da Giorgio Goldoni
Riporto solo alcuni estratti di un lavoro drammatico presentatoall’Università Islamica di Gaza e poi messo in onda su Al-Aqsa TV il 4 .4.2009:il dialogo è tra un padre e un figlio ebrei:“Devi bere il sangue dei mussulmani .Ma mescolalo con l’acqua diselz”.Noi ebrei odiamo i mussulmani e amiamo ucciderli.Noi ebrei amiamobere il sangue degli arabi e dei mussulmani…..”Shimon, il figlio:” Si, ma solo una tazza , perchè sono sazio…”Padre:”Unisciti a me nella preghiera”…Shimon:”Per la preghiera vado a fare una abluzione…”Padre:”L’abluzione è per i mussulmani, noi non la facciamo”.Shimon:”Loro fanno l’abluzione nell’acqua.”Padre:”Noi dovremmo lavarci le mani nel sangue dei mussulmani”.
da Muin Masri
In guerra come nei terremoti. Terribile, fuori casa e correre di fretta, dove, non importa, tanto non c’è più nessun posto sicuro e tranquillo al di fuori delle quattro mura che si stanno scrollando di dosso i ricordi. Odore di paura, di pipì e di pane, nei rifugi come nelle tende; sei spogliato dalla tua intimità. Qualcuno prega, qualcun altro piange e quelli più duri a maledire la sorte, i governanti o tutti e due. Signori, state calmi e pensate ai bambini. Cazzo, non fanno altro che chiedere: a quando il ritorno? Presto, presto… Questo “presto” che non convince del tutto. C’è gente che aspetta nelle tende da molti anni e nel frattempo le stagioni scorrono amare, cambiano i governanti e non sai più chi insultare. Il massimo del disorientamento.
da Carla Bergamo, S. Paulo
In gioventù mi sono beccata il terremoto in Friuli; devo dire che dopo i disagi iniziali, si riesce a convivere con la precarietà, convinti come si è che in breve riavremo le nostre case, ricostruite o restaurate. Alla fine, un evento così terribile può portare un certo fermento economico. Almeno in Friuli è stato così, un enorme cantiere edile e fabbriche a tutto vapore per produrre ciò che era andato perduto sotto le macerie. Auguro agli Abruzzesi che le cose vadano anche meglio di come sono andate in Friuli e che riescano a ricominciare da capo, e senza “mani lunghe” di qualsiasi origine.
da Corriere.it
L’AQUILA – Il premier Silvio Berlusconi ha visitato nel pomeriggio di martedì la tendopoli di San Demetrio, un piccolo centro vicino L’Aquila dove sono presenti diverse centinaia di sfollati a causa del sisma. Il Cavaliere ha più volte rivolto un invito alla popolazione: «Noi stiamo facendo l’inventario delle case, voi intanto prendetevi un periodo, è quasi Pasqua ed è la bella stagione, andate sulla costa, al mare: paghiamo tutto noi». «Una volta che lo Stato è vicino – ha esortato Berlusconi – fate così, andate al mare, sarete serviti e riveriti fidatevi: avete l’assistenza di tutti gli italiani». Berlusconi ha dunque insistito a non restare nelle tende, ma a spostarsi «sulla costa, è a un’ora di autobus, facciamo tutto noi». A dei bambini che lo salutavano, Berlusconi ha detto: «Fate i bravi, voi, dite alle mamme di portarvi al mare che ci sono degli alberghi che vi aspettano». Poi, rivolgendosi a una signora sulla quale erano visibili i segni di una lunga permanenza al sole, il Cavaliere ha detto: «Mi raccomando, mettete la crema solare».