da Pino Granata
Vorrei rassicurare la nota avvocata, mia concittadina, sul fatto che non abbiamo nessun interesse circa la patta di Berlusconi. A noi interessa solo il suo commento che ci si lasci dire è di basso livello, maschilista e da periferia milanese. Da uno che è stato presidente del consiglio, ci si aspetta di meglio e, soprattutto, politically correct. Quello che Berlusconi ha fatto intuire, in un certo senso, è che se ne va in giro con la patta sbottonata in modo da essere sempre pronto alle richieste vogliose di femmine assatanate. Dio mio come siamo caduti in basso!
da Alberto Arienti
La nostra esimia avvocata scherza con le patte e le mani e fa peggio di Berlusconi quando racconta le barzellette.
da Emilio Pierini
Che Berlusconi stesse lavorando per mandare a casa il governo Prodi penso che fosse cosa nota anche ai disinformati. Io me lo immaginavo al telefono con banchieri, membri di importanti consigli di amministrazione, finanzieri rampanti; i veri padroni dell’Italia insomma. Me lo vedevo lì a tessere accordi sottobanco, a disegnare strategie future, a promettere eventuali contropartite importanti. Ora, vengo a sapere che voleva far cadere il governo raccomandando per conto di non si sa bene chi, due attricette da strapazzo. La cosa mi deprimerebbe da morire se non sapessi che il tentativo non ha avuto esito. Ma il fatto rimane, non può essere sminuito. Secondo il candidato premier del neo partito delle libertà, vale a dire del partito che secondo i sondaggi gode della maggiore fiducia degli italiani, un governo vale due attricette. Ed a questo siamo miseramente arrivati nell’indifferenza generale.
da Paolo Beretta
No, cara avvocata, non è che siamo piccoli. Piccolo è il suo amico Silvietto, sia come statura (fisica e morale), sia come livello di battute, che ormai sono considerate di basso livello anche nelle caserme. Se poi gli tocchi ogni tanto girare con la patta aperta per rinfrescarsi le idee, lo posso anche capire: visto però il livello delle risposte, non sembra funzionare troppo. Quanto alla conoscenza o meno della letteratura politica, questa non è male. Potrebbe anche avere un futuro a Zelig.
da Claudio Urbani
E dopo i due schiaffoni salutari dell’avv.Arena, Buon Natale e Buon Anno a tutti!Facciamo che con ciò abbiamo esurito gli auguri.
da Gianni Guasto
Leggo sui giornali che Berlusconi avrebbe dichiarato (a meno che non sia stato frainteso) che in RAI lavora “chi si prostituisce o chi è di sinistra”. Anche, se, come persona di sinistra, mi sento rinfrancato nel vedere ancora una volta riconosciuta la morigeratezza della mia parte politica, sento il dovere volterriano di protestare, per l’indegno attacco a lavoratori che hanno la sola “colpa” di professare idee politiche assolutamente legittime, anche se diverse dalle mie. Pertanto, Berlusconi deve chiedere immediatamente ai dipendenti RAI di Centro e di Destra, ignobilmente e falsamente accusati di esercitare la prostituzione! Sempre che non sia stato frainteso.
In effetti mi sarei aspettato da questo governo un comportamento un po’ più critico verso l’Iraq, ed in questo do ragione a Pierini. Ciò detto, se guardiamo la risoluzione 1790 e la leggiamo (noi, non i marpioni del Foglio), scopriamo anche un paio di cose, tipo che tale risoluzione è la risposta ad una richiesta diretta del governo iracheno e che il mandato delle forze multinazionali vada rivisto entro e non oltre il Giugno 2008, anche prima su richiesta dello stesso governo iracheno. Meglio che niente.
Non si sorprenda, caro Serpieri, rilegga piuttosto il tono del suo ultimo intervento e noterà che non era dissimile dal mio. Quanto alla vicenda giudiziaria, le ricordo che la giostra l’ha avviata Speciale con il ricorso al TAR contro un provvedimento, giusto o sbagliato che fosse, emesso dal governo senza coinvolgere la magistratura. Le marachelle del generale, poi, costituiscono un rafforzativo a posteriori delle decisioni di TPS, ma non ne sono la causa scatenante. Avrebbero dovuto accorgersene? Vero, ma d’altro canto il giornalismo d’inchiesta serve anche a quello. Sulla questione TAR siamo d’accordo, soprattutto sul fatto che sia un problema di metodo e non di merito.
da Isabella Guarini
Caro CSF, di tanto in tanto sono presa dal raptus professionale di analizzare le scenografie degli studi televisivi. Giorgio Albertazzi in Bombay ha elogiato la scenografia di rose gialle, che anch’io considero interessante e, al tempo stesso, contraddittoria dell’ ambiente underground anni settanta in cui sono collocati i vecchi volponi. In questo scenario spicca il cappello viola di Albertazzi. Per Giove! Si sa quanto Albertazzi sia conformista-anticonformista, ma non immaginavo fino al punto da sfidare il viola, aborrito dagli artisti perché malaugurante. Addirittura sulla testa!
dall’avv. Lina Arena
Non si adombri dr. Serpieri per l’interesse manifestato dai nostri blogghisti alla “ patta” di Silvio. Dimostrano che ancora sono piccoli ; che sono limitati al basso e che non hanno raggiunto le vette di una certa conoscenza e letteratura politica. Sono fermi a Travaglio, i nostri eroi del blog e CSF li alleva per misurare le distanze e scrivere libri su piedi e pedate. Mancano le mani. Chi vivrà vedrà.