da Santi Urso
Ella non trova mirabile la scoperta, lanciata dal Corriere, che Arthur Miller fosse umanamente poco commendevole? La rimozione della figura del figlio down, proposta come novita’, è una meravigliosa conferma del Postulato di Mayer: l’inedito e’ cio’ di cui non si parla da un po’ di tempo. In questo caso intrecciato con il Teorema di Urso: sul giornalismo si costruisce il mondo dell’acultura. La scelta di Miller era nota da sempre e diffusa gia’ almeno dal 2004-2005 in un libro biografico. Ora e’ chiaro che la stampa a larga diffusione porta l’evento a conoscenza del grande pubblico (quindi lo fa esistere) e la giusta sensibilita’ giornalistica elimina ogni riferimento pregresso (puro enciclopedismo che smorzerebbe l’emozione). Non trova anche Lei che l’estate non poteva finire in modo migliore (nudo della Bermani Amaral, topless di Man Lo e piercing di Rosy Dilettuso a parte)?
da Piermaria Romani
11 settembre 2007 – prima giornata mondiale degli abbracci.Trovate tutto sul sito www.piùteneralavita.itE’ paradossale, proprio ai tempi in cui cresce il riscaldamento globale, noi si diventa più freddi, isolandoci ,ogni giorno con maggiore premura, dentro noi stessi, la nostra casa e la nostra connessione a banda larga.Con l’aumentare dell’età amici e parenti si riducono e il nostro corpo diventa qualcosa di sempre più privato. Appannaggio esclusivo, se va bene, del partner e dei figli piccoli.Anche gli stadi di calcio, luoghi deputati agli abbracci fino a pochi anni fa, stanno andando deserti.Per rompere l’assedio si può tentare d’ iscriversi ad un corso di ballo a coppia, perchè in discoteca ormai e pure ai grandi concerti …Ma anche dopo anni di tango argentino, se per caso si è sfiorati in pubblico, si pensa quasi tutti a una molestia sessuale, o ad un tentativo di furto.A tal punto la sfiducia verso il presente è diventata anche diffidenza verso la gente.Come se il calore umano provocasse ustioni, invece che lenire il nostro malessere sociale e darci piacere.Per questo occorre tentare la periodica contromossa degli abbracci alle persone, perchè non si scordi mai l’importanza e la positività dell’ incontro fisico con gli altri.E questa giornata va celebrata in una delle date più fosche del calendario, cosi’ da trasformare una giornata di lutto e di morte in una di vita e di sole. Una bella beffa ai signori del terrore, che in quella data cosi’ cupa, tutto il mondo si stringa in un fraterno abbraccio.Per questo l’undici settembre occorre abbracciare più gente che si può in qualsiasi luogo ci si trovi, donandogli un attimo di tenerezza per farla sentire e sentirci meno soli. Tenendola stretta per un po’ addosso, per ricordargli e ricordarci le creature che tutti siamo: fragili, commoventi, bisognosi degli altri.
COME E’ NATA L’IDEACorreva l’estate del 1994 o del 1995, a Sariano in Polesine era in corso la partita di calcio tra la squadra del giornale satirico Cuore e quella dei Magistrati. Non potendo partecipare all’incontro causa distorsione alla caviglia, dedicai tutta la mia attenzione agli alcoolici.Ma non ero cosi’ ebbro da non notare che gli uomini di scorta ai magistrati (c’erano Caselli, Colombo, Caponnetto, Vigna, tutta gente impegnata in inchieste sulla mafia e crimini di estrema gravità) vagavano solitari e malinconici per i dintorni, e mi venne da abbracciarli per rincuorarli. A fine partita invitai a seguirmi i compagni del giornale e in un baleno abbracciammo tutti, giornalisti e giudici compresi.Era nata la ronda della tenerezza.L’anno dopo proposi l’happening a quelli del premio Aristofane di Saint Vincent, che accettarono e ci pagarono pure. E cosi’ con i soliti Mora, Marcanti e Fresia riuscimmo a far abbracciare tutta la gente in piazza ad Aosta, li convenuta per un Costanzo Show dei poveri.Nell’ottobre 2006 sul Tg2 delle 13 passa un servizio che dice che c’è la nuova moda di abbracciare la gente in strada per dargli calore. In Giappone, negli Stati Uniti, a Londra. Mannaggia! L’avevo fatto più di dieci anni prima e nessuno mi aveva filato. Però…Però stava a significare anche che i tempi erano buoni per amplificare quell’idea. Cosi’ ecco la prima giornata mondiale degli abbracci, da piazzare in una delle date più terribili di sempre, proprio per cambiarne il senso .
PER EVITARE CHE LA GENTE PRENDA PAURAPer evitare di impaurire le persone, che vedono avvicinarsi uno sconosciuto, consigliamo di attaccarsi sul petto la coccarda-distintivo che si può scaricare dal nostro sito www.piuteneralavita.it. Sulla coccarda è riportato il logo dell’iniziativa e c’è lo spazio per il nome e cognome dell’abbracciatore. In modo tale che siano sufficienti poche parole di spiegazione per concretizzare il fraterno abbraccio.
PER EVITARE DI DIMENTICARE L’IMPORTANZA DEGLI ABBRACCI
Chi vorrà potrà dare testimonianza scritta e fotografica degli abbracci donati e ricevuti e delle sensazioni che ha provato, mandando il materiale alla casella di posta elettronica piermariaromani@ piuteneralavita.itIn seguito tutto il raccolto verrà messo in rete sul sito.
da Silvia Palombi
Uno che si fa ritrarre come il Bacco di Caravaggio, che va a piedi dall’Alpi al centro Italia, che risplende di luce propria in una giacca rosa inamidata (che se lo vede Capucci gli fa la corte) mentre attorno a lui il popolo sfranto si terge il sudore coi primi stracci che trova, che e’ amico di uno che produce un vino che neanche a Canaa, che sfarfalla oggi qua domani là presentando libri (tutti tranne i miei, me la sto legando al dito) senza mostrar fatica. Guarini se sono tutti così gli umani che conosci beata te, a me mi sa che il subsubcomandante qualche segreto ce l’ha, saranno i golfini rossi?
da Vittorio Grondona – Bologna
1) Come padre ho avuto la fortuna di convincere i miei figli che tutto non si può avere nella vita. Purtroppo sui libri invece non sono stato capace di risparmiare nemmeno una lira. Il costo dei libri è infatti, senza tema di smentita, un vero cataclisma per tutte le famiglie operaie che abbiano deciso di far studiare i propri figli oltre la scuola dell’obbligo. 2) I semafori a Bologna hanno tempi incomprensibili: 30”, 60”, 90”. Sono tempi irrazionali studiati (si fa per dire) a tavolino da emeriti incompetenti e distribuiti a caso, con prepotenza politica, negli incroci cittadini. Il caos e l’inquinamento sono quindi assicurati e sotto gli occhi di tutti. Con questa ragione provocata ad arte ii ricorsi alla sospensione programmata del traffico e all’installazione di fruttuosi occhi elettronici di controllo sono di facile attuazione, direi quasi invocati dalla cittadinanza… Ho notato però che dove i tempi sono di 30 secondi, i lavavetri non sono invadenti, intervengono solo se richiesti. Succede poi, ed anche abbastanza spesso, che diversi automobilisti progettino di avvantaggiarsi lungo il percorso di questa opportunità offerta loro dalla miseria incompresa dei più sfortunati .
da Muin Masri
Certi fenomeni sono sicuramente fastidiosi da vedere e da subire, specialmente quando sono accompagnati dall’arroganza. Mi colpisce l’interessamento di molti capoluoghi al provvedimento toscano, tutti lo vorrebbero approfondire per poi applicare. Per carità, ogni giunta ha l’obbligo di risolvere i problemi dei suoi cittadini. Chissà, magari a qualcuna di queste viene in mente di studiare come abbia fatto il comune di Zurigo a risolvere i problemi del traffico e dei tossicodipendenti, Amsterdam della prostituzione e dell’aborto. Tokyo dei mezzi di trasporto. La trasparenza di Londra con i soldi pubblici. L’Havana con la sanità. Per non parlare di Oslo con i suoi parchi pubblici. Comunque, i benpensanti sono già al lavoro, magari riusciranno anche a sradicare il fenomeno dei tizi che vogliono tirarti il carrello della spesa, che girano con il pezzo di cartone appeso al collo e la mano tesa a chiedere qualche spicciolo… Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda (Marco Polo ne “Le citta’ invisibili – Italo Calvino). Saluti dal Lavavideo
da Pier Franco Schiavone
Marco Materazzi ha raccontato al Magazine del Corriere un episodio di quando giocava nelle serie minori: … tirai da lontano e sfiorai il palo… a Scevola, il loro stopper, dissi: stai tranquillo, non faccio mai gol. Feci un altro tiro bomba salvato dal loro portiere, Scevola mi procurò un livido al fianco… protestai con l’arbitro che rispose: gioca, gioca. L’arbitro si girò e Scevola mi sputò. L’arbitro ci espulse. Negli spogliatoi Scevola mi colpì con un calcio di karate. Feci la doccia con la scorta dei carabinieri, meno male sennò mi ammazzava. Perdemmo la partita, ci rubarono le borse, ci ruppero il pulman. Fu un’esperienza bella… Non avevo ragione a dire che è meglio di Zidane?
da Andrea Marchesi
Ma i lavavetri protagonisti di episodi di violenza contro persone anziane e donne sole non ci finivano in galera, prima?
da Alberto Arienti
I lavavetro sono una cosa, gli aggressori, o i ladri sono un’altra, tanto per presentare i fatti in modo corretto, caro Urbani. Personalmente i lavavetro mi scocciano e gradirei si facesse qualcosa a riguardo. Mandarli però in galera (visto che è impensabile che paghino le multe previste) sarebbe solo fargli fare dei corsi accelarati di delinquenza. Personalmente io non ho mai subito aggressioni, e neanche insulti, anche quando non ho pagato prestazioni che avevo abbondantemente e visibilmente rifiutato.
da Claudio Urbani
Premesso che il provvedimento “contro i lavavetri”, così presentato è inaccettabile, è pur vero che tale provvedimento è stato preso a causa dei numerosi episodi di violenza avvenuti. Episodi poi, è inutile negarlo, contro persone anziane e donne sole. Nulla da eccepire contro lavavetri che offrono il servizio che se rifiutato accettano, ma contro le prepotenze qualcosa bisogna pur fare. Presentare i fatti nel modo giusto mi sembra più corretto.
dall’avv. Lina Arena
Come volevasi dimostrare, in caso di inosservanza delle regole sulla civile convivenza anche il lavavetri va in prigione.Però attenzione: la prigione è accettata se la commina la sinistra. Se proviene da destra il grido di rabbia è anche rivoluzione. Ebbene, vorrei solo fare una piccola segnalazione: attenti al precedente sui lavavetri.Anche per le idee ,la sinistra è disposta a comminare la prigione o l’oscuramento del video. E’ la stessa cosa. Invece con i liberali, la libertà di parola è la norma.