da Nicola Sometti, Mantova
L’iniziativa delle Notti Bianche è stata adottata in diverse città, e al di là delle strumentazioni politiche mi sembra una buona cosa, visto che ci lamentiamo continuamente dei centri storici morti e svuotati. Sinistra canterina? se questi sono gli argomenti del centrodestra per la campagna elettorale Prodi può dormire fra due guanciali. Certo che comunque in tema di panem et circenses Berlusconi ha fatto scuola. Solo che ora sta finendo il panem.
da Mirko Bedetti
Gentilini è sicuramente improponibile, ma non è più sindaco dalle scorse elezioni amministrative, bensì vicesindaco.
da Vittorio Grondona – Bologna
A fine legislatura si sta formando la fila dei voltagabbana di destra che, in previsione di una probabile, ma non certa, sconfitta alle prossime consultazioni politiche, chiede ospitalità alla sinistra. Molti partiti dell’Unione si compiacciono della cosa e sono pronti ad istituire veri e propri comitati di benvenuto. Pur di sconfiggere le destre si accetta quindi il rusco e il brusco senza guardare per il sottile. Perfino i nuovi socialisti affermano ora che la sinistra è la loro parte di competenza. Tanto sono coerenti che i due fratelli, Stefania e Bobo si sono divisi per una diversa interpretazione del pensiero del loro papà. Anche Pannella, che pare abbia avuto da Craxi in persona il mandato di riunire i socialisti, ritiene che l’alleanza con la sinistra faccia bene al Paese. Io non sono d’accordo, però non conto nulla e il mio pensiero rimane fine a sé stesso. Ma almeno qui vorrei esprimerlo: accettare gli opportunisti di destra in cerca unicamente di collocazione nel potere della prossima legislatura è un grosso pericolo per la sinistra. Un cavallo di Troia estremamente pericoloso. Un virus da isolare non solo da sinistra, ma anche da destra. La politica deve essere lasciata agli ideali e non ai commercianti di idee sventolanti in balia della convenienza personale. E’ meglio stare all’opposizione che avere a che fare con questa gente!
da Michele Lo Chirco
Da conterraneo del signo Puleo vorrei indirizzare al nostro disilluso blogghista tutta la mia stima e comprensione. Come si fa a dargli torto, quando da due mesi, in vista delle primarie siciliane del centrosinistra, si continua a dire che il candidato ufficiale della coalizione sarà Sergio D’Antoni? Quale cambiamento può essere percepito dalla gente comune? Quale è la novità di governi regionali che si susseguono senza riuscire a dare risposte adeguate al sottosviluppo della nostra bedda Sicilia, a parte stabilizzare qualche migliaio di precari di tanto in tanto? Anch’io penso qualunquisticamente che, destra o sinistra, quando vanno al governo sono sempre gli amici degli amici che traggono giovamento dalla politica. L’etereo CSF mi dirà, un giorno, se avrò torto o ragione.
da Gianluca Freda
Caro Barracco, rispondo in breve:a) Le istituzioni non coincidono con le cariche istituzionali. Punto. Non so chi abbia detto che Ciampi fa eccezione (né ci tengo a saperlo), ma ha detto una fesseria.b) Divertirsi è importante.c) Dei giornali, oltre i titoli, sarebbe opportuno leggere anche gli articoli. Se lei avesse letto l’articolo che ha citato si sarebbe accorto che, nonostante le dimissioni di De Bortoli scandalosamente imposte da ambienti vicini a Berlusconi rendessero legittimo paventare il peggio, Padellaro non dà ancora il Corriere per spacciato. Infatti, il tentativo del nano di mettere le mani sul Corriere fallirà di lì a poco. Peraltro, è risaputo che leggere solo i titoli, saltando gli articoli, è parte essenziale del processo che conduce i berlusconiani alla semplificazione del mondo. I berlusconiani che sanno leggere, ovviamente.
da Giuseppe Lo Conte
Ho visto, e sentito, poc’anzi in TV il Sindaco di Treviso; mi sembra una persona veramente improponibile.
ABBIAMO RAGIONE DI RITENEREAspetti al telefono e l’operatrice dice gentilmente e con voce campionata che siamo stati messi in attesa. Segue qualche minuto di pubblicità e poi la sconvolgente rivelazione: “Abbiamo ragione di ritenere che il primo operatore libero risponderà”. Ma va? E da quali indizi gli deriva la certezza o quasi che un operatore, una volta liberatosi da precedente impegno, si prenderà la briga di rispondermi? Ed io che pensavo che il primo operatore libero se ne sarebbe sbattuto le palle e se ne sarebbe andato a prendere un caffé al bar di sotto. Sapete come sono fatti quegli infingardi dei call center
da Alessandro Ceratti
Di sicuro Ruini ha tutto il diritto di esprimersi nel modo e nei luoghi che preferisce, senza dover fare necessariamente ricorso alle chiese e alle lettere pastorali. Però, nel momento in cui fa discorsi che hanno sempre più rilevanza politica e sempre meno taglio religioso, non può poi sorprendersi di andare incontro alle forme di dissenso che sono tipiche della politica. Troverei piuttosto riprovevole che un gruppo di dissenzienti fischiasse il cardinale durante una predica in cattedrale ma trovo semplicemente normale che questo accada nel corso di un convegno. Non c’è proprio nulla da stigmatizzare.
Questione Ruini: il card. può dire quello che vuole per difendere l’immagine dell’Azienda che rappresenta, questo mi pare fuor di dubbio, e se ne assume ogi responsabilità. Le sue intromissioni nella politica nazionale, del resto, fanno da contraltare a quanti, da laici, vanno predicando maggior apertura della Chiesa verso il sacerdozio delle donne o del matrimonio dei sacerdoti o l’utilizzo del preservativo, ad esempio. Quello che mi stupisce, caro il mio militesente CSF, è che anche da sinistra si levino cori di disapprovazione per la contestazione di cui è stato bersaglio il porporato. E’ evidente l’intento di tenersi care le gerarchie ecclesiastiche e i milioni di voti che ad esse guardano trepidanti. Mi sarei aspettato un pizzico di intraprendenza in più, ma il dinamismo non è virtù della classe politica italiana.
Caro Michele, su questo episodio non sono d’accordo con Prodi. Non bisognava chiedere scusa di niente a Ruini. Se uno fa i comizi è diritto di tutti fischiare. Il fischio è un diritto. I cardinali non hanno nessuno schermo protettivo (csf)
da Paola Ragone, Brescia
Sono d’accordo con Beretta sull’importanza del dubbio per il progresso scientifico. Ma dopo essersi posti dei dubbi cosa si fa? Se ne fa collezione e basta? Li si tiene stretti per paura di restare senza? E’ peccato grave tentare di sciogliere i dubbi, cercare risposte ragionevoli (razionali) e sensate? A quelle risposte ci si affezionerà o si sarà pronti a buttarle alle ortiche di fronte a fatti nuovi e nuove spiegazioni, purché più ragionevoli e sensate delle precedenti? In un post più vecchio Beretta diceva, parlando della medicina cinese e mostrando di apprezzarla, che questa non si pone il problema di spiegare un fenomeno ma ne accetta l’esito. Chi si cimenta a pensare con la propria testa deve essere più incline a “porsi il problema di spiegare” o ad “accettare”?