da Vincenzo Rocchino, Genova
Quello che più mi indigna del cosiddetto scudo fiscale, è che si è voluto dare legalità a operazioni criminali (evasione fiscale, riciclaggio di danaro sporco etc.). Del resto era previsto che la musica stesse per cambiare. Dopo che lo stato di diritto è stato messo in ferie, e le affermazioni del ministro Lunardi: “con la mafia bisogna convivere”, cosa ti aspettavi di buono? Caro Serpieri, non confondo un bel niente, vedo le cose come stanno, ai boss mafiosi (e non soltanto a loro) si doveva risparmiare la fatica per far perdere le tracce del percorso della grana; sono stati accontentati e premiati.
da Lorenzo Barracco
Sperando che almeno stavolta a Freda (quello che “i berlusconiani semplificano il mondo”, e di conseguenza se io sembro avere idee differenti dalle sue sono berlusconiano) giunga la mia risposta, vorrei segnalare a) che mi fa piacere scoprire che la persona non è Istituzione a meno che non si chiami Ciampi b) che osservo davvero divertito questo suo, di Freda, scattare ogni volta alla ricerca di patetiche giustificazioni alle proprie contraddizioni c) che, per quanto riguarda il Corsera, basta questo titolo (http://www.unita.it/pdf/20030530.pdf) del giornale dei DS a confermare quanto ho detto. Grazie.
da Vittorio Grondona, Bologna
Non mi risulta che sia stato eletto dal popolo italiano. Eppure lo stato italiano gli mette a disposizioni gratuitamente tutti i mezzi del servizio pubblico per consentirgli di amplificare facilmente la sua voce. Moltissimi italiani, timidamente, ritengono che il Cardinale abbia il pieno diritto di far conoscere il pensiero della chiesa cattolica sugli eventi della vita, compresi quelli politici. Io penso invece che per poterlo fare legalmente fuori dalle Chiese e fuori dal Vaticano dovrebbe competere nelle consultazioni elettorali candidandosi come fanno tutti gli altri politici e come nel passato hanno fatto alcune grandi personalità del clero. In caso contrario per esportare le sue idee al di fuori delle sedi cattoliche, dovrebbe accontentarsi di aprire un Blog sul web.
Bersagli tre new entry e un recidivo: Gasparri, Maradona, Prestigiacomo e Costantino (csf)
IL VESCOVO NON SI INTROMETTEE adesso sappiamo che l’onorevole Ruini, pardon il vescovo Ruini, capo della Cei, non solo è contrario alla fecondazione artificiale, non solo è contrario alle coppie gay, non solo è un nemico giurato del Pacs, ma è anche scandalizzato per le intercettazioni telefoniche. Ma in compenso ha assicurato che non si intrometterà nella politica italiana in occasione delle elezioni. Ma perché fa così? Si accomodi. Noi ormai siamo abituati alla sua presenza. Però ci dica: per chi dovremmo votare secondo lei?
QUALCUNO ME LO DEVE DIREPerché le scatole nere degli aerei sono arancioni? Perché i kamikaze giapponesi indossavano il casco? Perché per spegnere il computer bisogna spingere “start”?
CONTA IL PROGRAMMA O CONTA IL CONDUTTORE?Bonolis lascia i pacchi e li prende Pupo. Risultato: il programma va bene lo stesso. Segno che non conta il conduttore ma il programma. Poi Bonolis prende il calcio della domenica e il programma va male. Segno che non conta il programma ma conta il conduttore.
DOVE DEVONO STARE I SOCIALISTI“Ma quando mai ho detto che un partito socialista deve stare a destra?” Se lo chiede oggi De Michelis. Quando mai? A me sembra un’infinità di volte. Per esempio due anni fa quando mi disse: «È difficile pensare a un partito di socialisti senza prima sconfiggere chi li ha annientati. A questo punto è inevitabile allearsi con Berlusconi»
da Claudio Urbani, Roma
Dal sito di www.repubblica.it. *NEW DELHI* – Sonia Khatun era una ragazzina indiana di 12 anni. Viveva a Malda, un villaggio a 200 chilometri da Calcutta. Si è uccisa perché sua madre non aveva da darle una rupia per comprarsi la merenda a scuola…A me questa notizia mi ha semplicemente sconvolto.
da Massimo Puleo, Sicilia
Non lo capiscono proprio. Tu glielo spieghi, loro ti guardano, sembrano interessati, poi ti piazzano la frase micidiale: “Tanto in politica sono tutti uguali”, e ti fanno cadere le braccia. Dopo averle raccolte (le braccia) da terra per l’ennesima volta ho deciso che me ne andrò. Io in Sicilia non ci posso più stare, non ci riesco. E’ un luogo denso di atavica rassegnazione, dove la massima aspirazione delle persone è quella di trovare un bel posto in banca vicino casa e di costruirsi la villetta al mare. Stop. Nessuno si lamenta coi politici per i diritti negati: i trasporti, l’acqua, la sanità, il pane! Tutti sono pronti a votare per chiunque prometta un bel posto da precario fisso. Qua si raccolgono così i consensi elettorali, ed allora è colpa nostra se abbiamo i politici che ci ritroviamo. Voi vorreste che qualcuno lottasse contro la mafia? Qua non si lotta per niente. La mafia c’è e quindi ce la teniamo: l’abbiamo trovata, quindi a qualcosa servirà. Molte volte sento avanzare critiche verso quanti abbandonano l’Isola. Ingenerose, perché chi lo fa ha le sue buone ragioni. O vuole sopravvivere o vuole cominciare a vivere senza fare l’eroe. C’è da avere molto rispetto per chi fugge da un luogo dove s’è persa financo la capacità d’illudersi. PS Comunque, se nel blog c’è qualcuno/a disposto/a a mettermi in regola io vengo in Italia di corsa (a piedi faccio prima che con i nostri veloci mezzi di trasporto)
da ludik
In un momento di grave crisi per il mondo così come lo abbiamo conosciuto, mentre i valori tradizionali tracollano e la modernizzazione selvaggia dilaga, qui ci si sente in dovere di dare massima diffusione a questo accorato appello. CLIC
da Walter Vanini, Carona (Bergamo)
I fischi, sonori e meritati, diretti al cardinal Camillo Ruini da parte di un gruppo di universitari, viene descritto dagli esponenti del centrodestra con i toni apocalittici di una irrimediabile ferita alla libertà di opinione e di parola. Questo metodo di dissenso che ai più appare civilissimo e legittimo, viene descritto da Berlusconi come “protesta incivile e illiberale” (eh sì, lui se ne intende, vedere i casi Biagi, Luttazzi, Santoro), da Pier Ferdinando Casini come “un frutto avvelenato del laicismo”, da Luca Volontè “atto di intolleranza senza precedenti” e peccato che manchi all’appello l’abituale equilibrato parere di Marcello Pera in questi giorni negli Stati Uniti. Sarebbe curioso sapere come si può esprimere un vibrato dissenso a destra senza essere incivili. Ma probabilmente da quelle parti è tale l’abitudine all’ossequio e al servile applauso incondizionato al proprio Leader-Padrone, da aver dimenticato che in democrazia esiste anche la libertà di esprimere e manifestare opinioni differenti.
da Camillo
La canea contro i civilissimi fischiatori del cardinal Ruini non la capisco. Non capisco perché Ruini non possa essere fischiato, specie se interviene (legittimamente) da politico nel dibattito legislativo italiano. Boselli opportunamente ricorda la frase, che ho messo nel titolo, pronunciata da Sandro Pertini. E poi, se le cose sono davvero andate come si è visto nei servizi dei tg, mi sembra sia stata una cosa ordinata, allegra, tranquilla e pacifica. Erano comunisti? Embé? I leader del centrosinistra sono stati, al solito, i più baciapile. Dall’altra parte, comico l’intervento di Antonio Socci sul Giornale. Sostiene che quei fischi siano la stessa cosa della devastazione di Genova compiuta dai “ragazzi” del G8 e scrive di “intimidazioni intolleranti che non si limitano a zittire e insultare gli avversari politici (e sarebbe già gravissimo), ma addirittura prendono di mira un prelato, il presidente dei vescovi italiani”. Addirittura. Ha scritto proprio “addirittura”. Ed è sempre Socci, lo stesso appassionato opinionista che sul mio giornale aveva invitato i ciellini di Rimini a fischiare e a non far parlare per la sua posizione sui referendum non uno qualsiasi, ma Gianfranco Fini. Addirittura il ministro degli Esteri.24 settembre