da Pino Granata
In quanto a crescita economica, siamo ultimi al mondo. L’FMI dice che l’attuale crisi economica dell’Europa è dovuta all’Italia e non so voi, ma io provo un po’ di vergogna per essere uno degli ultimi della classe. Di tutto questo dobbiamo ringraziare il nostro presidente del consiglio che dopo mille promesse e contratti firmati, ci ha fatto arrivare così in basso che più in basso non si può. Siamo con le pezze sul sedere e i lacchè del presidente continuano a dire che tutto va bene e che non siamo mai stati così ricchi. Non c’è che dire hanno confuso l’Italia con la Mediaset e con il suo proprietario.
da Angelo Pizzolato, Putignano
Orsù cosa leggo! Vogliano lor signori già avventurarsi nel teatrino sterile del “cosa facciamo/faremo per i migranti?”. Non c’è peggior solfeggio che quello di parlare di qualcosa purchè se ne parli. Nessuno potrà mai valutare con esatta coscienza cosa è un migrante per il sol fatto che non lo è stato lui medesimo. Delle due l’una: o dei migranti ne facciamo un punto all’odg dei programmi per le primarie, con felicità dei residui sinistri, o lasciamo alla controparte il carognevole compito di occuparsene. E se le stelle e strisce importassero legalmente cubani a frotte? Vedreste che bell’imbarazzo…
da Vittorio Grondona – Bologna
L’on. Marcello Pera si è rivelato in tutta la magnificenza di un moderno Mosè. E’ ancora in borghese, ma vedrete che prima o poi un abito talare glielo daranno ad honorem. Tiene ancora nascosta la tavola dei nuovi comandamenti che ha ricevuto in tutta segretezza a Palazzo Madama dalla divinità cattolica, perché questa volta non sono destinati al mondo intero, ma solo agli occidentali credenti e quindi non relativisti. Lui possiede il dono della verità che non deve essere discussa e gli dà il diritto di decidere per gli altri, come nel campo della bioetica. In questo caso possiede la verità di Dio. Del Dio al quale lui crede ovviamente. Tutti gli altri, che sono atei o credono in un altro Dio, non accettando la sua verità in fatto di religione, sono relativisti. Possono quindi rappresentare una minaccia per i cattolici che corrono il rischio di vedersi imporre un’altra verità, verso la quale, per logica, i cattolici stessi sono a loro volta relativisti. Già questo discorso mi sta bruciando la testa… Eppure è estremamente serio affrontarlo dopo che ho sentito la seconda carica del mio Paese tuonare da un pulpito religioso, seguito da uno scroscio di applausi cattolici, la determinazione di difendere la sua verità anche con le armi, senza nemmeno domandarsi se tale affermazione non sia invece una reale minaccia per le altrui credenze. L’unica cosa che mi consola è la consapevolezza della mia limitata capacità intellettiva. Probabilmente ho capito male!
Per un accordo (improbabile) sul nucleare un gran galà e 360 milioni di finanziamentidi Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella (Corsera, 22 agosto 2005) – segnalato da Claudio Urbani
Putin sarà pure amico di Berlusconi ma anche un vecchio navigatore internazionale come Giulio Andreotti, che certo non è un oppositore trinariciuto, non capisce: «Perché lo smantellamento dei sottomarini nucleari russi dovremmo pagarlo noi e non i miliardari moscoviti che si comprano le squadre di calcio?». Totale della somma da scucire: 360 milioni di euro. Cinque volte i soldi dati ai Paesi colpiti dallo tsunami che fece 288 mila morti. Dettaglio curioso: il governo fa bella figura con Mosca tirando fuori 8 milioni di euro, parte dei quali già usati per un party astronomico, gli altri 352 sono sul gobbo dei governi futuri. CONTINUA…
da Claudio Urbani, Roma
Il FMI comunica che l’Italia è ultima, nel mondo, nella classifica per la crescita del PIL. Ora niente specualzioni poliche, questo governo non ha colpe. Sono i menagrami della sinistra colpevoli di questa situazione.
da Lorenzo Barracco
Causa mobbing talvolta il lavoratore è costretto a smettere di lavorare. Insomma, è una cosa seria. Biagi invece parla di scelta. Non credo che un illustre giornalista come Biagi (guardatelo ritratto da sinistra, quando ancora si poteva: http://clarence.supereva.com/contents/cultura-spettacolo/intoccabili/008biagi/) ignori la differenza di significato tra “essere costretti” e “decidere”. O, almeno, lo spero.
Secondo me il signor Corradini con la sua telefonata a Prima Pagina di oggi, ha voluto in sostanza protestare: contro la guerra; contro il nostro sistema sociale che non garantisce il lavoro e la cura delle malattie; contro lo sfruttamento dei lavoratori; contro la mancanza di sicurezza nel mondo del lavoro; contro le speculazioni bancarie e assicurative a danno esclusivo dei piccoli risparmiatori; contro l’incertezza del domani per i nostri giovani; contro la fame nel mondo… A fronte di tutto questo fango puzzolente che ci invade ogni giorno, la cui provenienza è da destra, dal centro e da sinistra, senza distinzione di simboli religiosi o politici, non accetta le critiche contro chi oggi sostiene appunto quelle proteste, tentando di indirizzare le coscienze politiche al conseguimento di una migliore equità sociale.
Le ultime mail pervenutemi a Prima Pagina, in Documenti.
da Alberto Arienti
Caro Freda famose a capirse:1 – il numero dei profughi che arrivano in Italia non è affatto eccessivo, lei dice. Quindi gli altri sono lavoratori emigranti soggetti a leggi del paese ospitante.2 – ogni paese è libero di ospitare o no gli emigranti. Di solito sceglie sulla base di convenienze economiche, che sono le uniche accettate comunemente.3 – un paese potrebbe anche, per motivi di identità culturale, non volere immigrati al di sopra di una certa percentuale. E’ razzista? 4 – questi flussi non si possono fermare, perchè sono epocali. Proprio per questo vanno disciplinati. Ma occorre molto buon senso; il pietismo di solito è cattivo consigliere.5 – la società multirazziale è un grosso problema, difficile da gestire, tenuta insieme solo da uno strato superficiale unificante di consumismo. Sotto tutte le differenze rimangono. Ce la dobbiamo tenere perchè è nella forza delle cose, però è un grosso problema.6 – le cause delle migrazioni sono abbondantemente note. Riduciamo guerre e povertà e ridurremo anche quelle. Nel frattempo accogliamo quelli che possiamo.
da Gianluca Freda
Sì, caro Arienti, penso che l’Italia dovrebbe offrire asilo politico a qualsiasi persona i cui diritti, nel paese d’origine, siano inferiori a quelli garantiti ai cittadini italiani. Non sono io a dirlo, ma la Costituzione italiana, che è la base dell’etica e del diritto del nostro paese. Se uno non condivide i suoi contenuti, può sempre cambiare paese, e con molta più facilità di quanto possa fare un nigeriano. Oltretutto, il numero dei profughi che arrivano in Italia, contrariamente a ciò che i media fanno credere, non è affatto eccessivo, ed è abbondantemente compensato dalla denatalità in atto da decenni nel nostro paese. La classe politica non si è mai posta il problema di come accogliere gli immigrati, ma solo di come respingerli, forse perché controllare i flussi migratori permette di ottenere un serbatoio inesauribile di manodopera a basso costo, mirata, di volta in volta, alle diverse esigenze industriali. Questo asservimento delle esigenze umane a quelle produttive si sta spingendo troppo oltre, e non ho più intenzione di sostenere nessuna forza politica che minimamente lo avalli.
da Giuseppe Merola
C’è un aspetto delle primarie che è quasi totalmente estraneo al modo prevalente di pensare nel nostro Paese. Ritengo che esse si possano definire come il confronto tra diversi candidati che intendano rappresentare una forza politica (ma che scoperta, ovvio). Segue. Il risultato è che chi vince definisce il suo programma, forma la sua squadra, va al voto e, se vince, tutti coloro della sua forza politica che non hanno vinto lo appoggiano senza condizione (e questo nella nostra cultura non è ovvio affatto, anzi da questo momento inizia il suicidio della Parte politica). Negli USA tra Kerry e Dean, considerando la Politica americana, c’erano differenze così vistose che quelle tra Prodi e Bertinotti fanno ridere. Tutte le perplessità, le domande degli ascoltatori, le opinioni che leggo non sono ancora all’interno di questo modo di porsi. Ci vorrà del tempo, qualche tornata elettorale sia per affinare lo strumento della consultazione che per accettare di perdere e riconoscersi nel vincitore. Lo strumento però ha in sé un legame significativo tra elettori e rappresentanti che non è il caso di buttare, prematuramente, alle ortiche.