da monsignor Angelo Mazzarone, Tricarico (MT)
EGREGIO DOTTORE, anche io mi complimento con lei: il suo modo di condurre “prima pagina” é veramente sostanzioso veritiero gustoso. Quest’ultima caratteristica dona alla trasmissione un tocco di buon umore, che al mattino dona risveglio serenità gioja.Abbiamo tanto bisogno di buon umore come di aria ossigenata, pane genuino e visione di valli stupende come quelle del suo trentino a me tanto note per quanto gradite e desiderate. Dunque le scrivo per complimentarmi. Quanto può valere il mio complimento?! Ma le scrivo anche per osservare, con pieno rispetto del suo modo di vede?re il rapporto persona-religione, che, probabilmente, conviene avere ris?petto per chi ritiene questo rapporto talmente pulito nella sua storia da poterlo dichiarare anche a Montecitorio.Non é anche questo rispetto conforme, anzi più conforme, alla cultura del?la libertà? a … quante definizioni e quante culture di “libertà”! cco: mi pare non conforme a vera libertà dire che l’On. Pierferdinando Casini é “ridicolo” quando nell’atto di insediarsi a Montecitorio come presidente della Camera dei Deputati rivolge il suo pensiero alla Madonna di S. Luca. n osservanza a libertà io non posso definire “ridicolo” quanto per un al?tro é essenziale o addirittura sacro nella sua vita. Capita a volte che la cultura laica proclami più dogmi del mondo dei cre?denti e li difenda con accanimento ben determinato nella società. Egualmente, oso pensare, sarebbe più rispettoso di libertà non recepire come comando una esortazione, una proposta, per quanto altamente autorevole, che viene dal Papa. Una chiave di lettura del Vangelo é: “se tu vuoi…” Bene, egregio dottore, il suo simpatico buon umore mi fa desiderare di in?contrarla e conversare con lei sul posto da concedere alla “religione” nel?la storia e nella cultura del nostro tempo e, quindi, anche nel comportamen?to della persona intesa non come individuo, ma come persona: una delle tante filosofie opinabili? un’appartenenza a discutibili origini? un qualcosa di altissimo valore storico ma discutibile nel suo attuale valore? utile, inu?tile? da occultare o vantaggioso per il bene sociale a manifestarlo? ecc…Io sono un prete, ho avuto fortuna di incontrare nel corso della mia vi?ta Padre Agostino Gemelli del quale sono discepolo, non appartengo alla cultura della “conservazione”, mi interesso di letteratura, di teologia, di arte e quant’altro. Ora vivo quì, ma con frequenti uscite per interessi culturali e pastorali, compreso il Trentino-Alto Adige, dove ho tanti ami?ci. Le auguro ogni bene e personale e familiare e professionale e cordialmente la saluto.
da Lorenzo Barracco (www.mifacciopubblicitàanchio.com)
Mi dispiace veramente tanto, signor Santachiara, che lei non sappia a chi assegnare la palma di Gran Cialtrone. Tuttavia la colpa di aver scritto che Biagi è stato licenziato, o che Biagi ha deciso di non lavorare (o che trattavasi di motivi personali: http://www.repubblica.it/online/politica/causantoro/biagi/biagi.html), non è mia. Nel ricordarle che il “Regime mediatico” cui lei si riferisce permette allo svogliato/licenziato Biagi di arricchirsi con Corsera, Corsera Magazine, Tv Sorrisi e Canzoni eccetera, la invito a chiamare il “noto evasore fiscale” alla maniera del caro Travaglio: incensurato (http://www.onemoreblog.org/archives/007341.html).
da Michele Lo Chirco
Anche mia moglie toglie la polvere dal telefono, ma non è cerone, è la polvere che entra da fuori. Anch’io odio le tovaglie stirate male o messe in tavole fuori centro, per questo mia moglie mi fa mangiare sulle tovagliette, all’americana. Anch’io sculaccio mia moglie, al mattino, appena alzato. Anch’io, al minimo dolorino, chiedo permesso al capo per assentarmi dal lavoro e poi vado dal medico, aspettando 7-8 anziani gonfi di catarro e malanni avanzati. Anch’io adoro ungermi di olio, quando friggo le patate per la cena o le melanzane per la pasta.
da Pino Granata
Ho appena finito di leggere l’intervista con il risibile Antonello Piroso e mi ha colpito la sua affermazione che dice: “La vera pornografia tv è quando si mettono a parlare di guerra Alba Parietti, Rita Levi Montalcini e un sieropositivo”.Adesso non è che io sono un fan del premio Nobel ultranovantacinquenne, ma francamente non capisco dove Piroso voglia andare a parare. Trovo l’affermazione gratuita, volgare e offensiva e spero che il giornalista in gessato avrà la bontà di dare un senso a questa affermazione, motivandola con fatti.
A me sembrava chiaro il Piroso pensiero. Pornografia è fare dibattiti con gente che non c’entra per niente. La Parietti non c’entra come non c’entra la Levi Montalcini come non c’entra io sieropositivo. Perché te la prendi solo per la Levi Montalcini? La Parietti è pornografa? Il sieropositivo è pornografo? (csf)
Sono sul sito. QUI
25 ANNI DI BANDA OSIRIS TRA MUSICA TEATRO INVENZIONE E MOLTO ALTRO SALA BOLAFFI via Cavour 17 Torino dal 6 settembre al 2 ottobre 2005 orario: dalle 10 alle 19 (chiuso lunedì) NON SI PAGA
(grazie a Luca Bolza, Ivrea)
Da L’Unità del 22.08.2005
Diario di una cameriera, a villa Certosa. L’ha pubblicato il “Giornale di Sardegna” venerdì scorso, e ne esce un curioso ritratto del premier in pantofole. Anzi, senza pantofole. Scrive il giornale, a cui finora non è giunta nessuna smentita: «La prima colazione con il ciambellone, l’ossessione dell’ordine, il benvenuto con la barzelletta raccontata in milanese stretto e un curioso rito: “Quando il dottore arrivava veniva a salutarci una per una in cucina. E per ciascuna di noi c’era uno sculaccione: nulla di sconcio o volgare, per lui era una sorta di gesto scaramantico, beneaugurante». Il dottore è lui, il Cavaliere, il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi. E chi parla è una signora della Gallura, il cui nome è taciuto, che ha lavorato come cameriera nella villa di Porto Rotondo per alcuni anni, a partire dal 1999. «Dai suoi ricordi – scrive il quotidiano sardo – emerge un profilo insolito, familiare del presidente del Consiglio e della moglie Veronica Lario, ritratti nell’intimità della magione in riva almare di Punta Lada. Un Berlusconi sempre cordiale, accentratore al punto da seguire in prima persona anche lavori di poco conto nella proprietà, letteralmente adorato dai cortigiani della Certosa». Già, perché la testimone non solo non è reticente, ma persino benevola, nonostante gli sculaccioni: «Sa farsi volere bene – dice – già dal primo momento. Quando arrivava per le vacanze, ci incontrava tutte in cucina. Prima la barzelletta in dialetto, ma la capiva solo lui e infatti nessuna di noi rideva. Poi lo sculaccione. Io arrivavo a lavorare alle otto ma lui era già in piedi da un pezzo, diceva sempre che non poteva permettersi di dormire troppo. Faceva colazione abbuffandosi con un ciambellone preparato da una pasticceria di Arzachena, poi usciva con i collaboratori a fare footing nel parco della villa». Al fisico tiene: «Passa ore nella sauna e a farsi massaggiare, ha sempre un sacco di creme e unguenti attorno. E al minimo dolorino, convoca subito Vito Frau, il dottore di fiducia». Preciso, pignolo ma, per la signora, sono peccati veniali: proprio come i beneaguranti sculaccioni. «Una sera mi ricordo che a cena c’era Emilio Fede – prosegue la testimone – e quando il dottore è arrivato, ha iniziato a fissare con fastidio la mise en place. Secondo lui la riga della tovaglia non era perfettamente nel mezzo, ha voluto che si levasse tutto e si apparecchiasse di nuovo». E ancora: «In ogni stanza della Certosa ci sono un telefono e un paio di occhiali, una persona è incaricata di levare la polvere del cerone rimasta sulla cornetta quando lui parla: non la regge». Idiosincrasie da ricchi. Che male c’è? Tanto più che «era sempre gentile ed educato, anche quando intuivi il suo fastidio. Ad esempio, lo irritava il fatto che nel viale d’ingresso si depositassero le foglie cadute daglialberi, le faceva levare subito. Gli piacciono gli oggetti in marmo, sa dove sono dislocati tutti quelli che ci sono nella villa e li sposta di persona se qualcuno non è al suo posto». Si abbuffa di ciambellone a colazione, ma a tavola è parco, più attento alla presentazione dei cibi che ai sapori: «Detesta aglio e cipolla, non ama le pietanze troppo saporite anche perché è sempre a dieta, ma adora il cioccolato e il gelato al pistacchio. Pranza sempre all’aperto, in tavoli ovali, sentivamo Apicella suonare mentre luimangiava. Le cene erano trionfi di buffet e composizioni floreali, bada molto all’immagine». E il vino? Lo beve nel calice personale: «Vetro di Murano e base in oro zecchino. Glielo portava Giuseppe, il cameriere di fiducia, su un vassoio, lui diceva che da quello il vino si gusta meglio».
Gian Paolo De Tomasi ha vinto l’asta per aggiudicarsi la copia di Cuore col mitico titolo: SCATTA L’ORA LEGALE PANICO FRA I SOCIALISTI. Fatemi riprendere fiato da una settimana un po’ troppo lavorativa e metteremo all’incanto molta altra roba che ho trovato nei bauli, dalle lettere false di Silvio agli adesivi delle Brigate Molli. (csf)
Come è ormai chiaro l’Italia ha toccato il fondo. Lo dicono tutte le più importanti istituzioni mondiali ed i più importanti giornali economici. Il Paese è sempre più povero e tutti noi ne paghiamo il prezzo. A tutti è chiaro che questa situazione è insostenibile e che non si può aspettare le prossime elezioni per cambiare le cose perchè i danni che il nostro sistema economico sta subendo , sono irreversibili. Opposizione e Sindacato hanno il dovere di lottare per cambiare questo stato di cose, invece di perdersi in inutili e sterili di polemiche che non servono assolutamente a niente se non a mantenere lo status quo.
da Stefano Santachiara(www.centomovimenti.com)
Signor Barracco, non c’è nessuno scontro e nessun dissenso. Semplicemente Enzo Biagi, licenziato dopo 40 anni di successi in Rai tramite un’elegante raccomandata, dice che a certe condizioni, a certi limiti, non può lavorare. Chiedeva di essere libero di informare ed esprimere le sue opinioni, come ha sempre fatto per 40 anni fino alla cancellazione de “Il fatto” dopo il diktat bulgaro berlusconiano(per inciso, l'”uso criminoso” di Biagi è stato invitare in trasmissione il premio Oscar Roberto Benigni. Parola di un noto evasore fiscale, collezionista di società off-shore, corruttore-prescritto, i cui primi miliardi sono tuttora di ignota provenienza, il cui braccio destro è condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e quello sinistro condannato in primo e secondo grado per corruzione in atti giudiziari) e le mezze offerte che gli sono state fatte successivamente non prevedevano quelle condizioni. I fatti sono chiarissimi: come dice Travaglio e non dice per eleganza Enzo Biagi(che ha sofferto molto: chi lo ha visto ospite di Fabio Fazio si è accorto di quanto è invecchiato in soli due anni) “Il Fatto” è stato cancellato e Biagi è stato cacciato a pedate con una raccomandata. Punto. La tecnica del Regime mediatico, tesa appositamente a confondere, è chiara: prima cacciano un professionista serio e poi gli concedono l’elemosina di un ritorno in quarta serata e alle loro condizioni, ossia a schiena piegata. Infatti Berlusconi, nel corso della sua famosa conferenza bulgara, disse anche:”Se cambiano, possono tornare..”. Sorry Mr.Barracco, impossibile per gente come Biagi, Santoro, Luttazzi(ma anche Beha, Massimo Fini, Hendel, Paolo Rossi, Guerritore, Fo e Rame) piegare la schiena.