da Alessandro Ceratti
Mi scuso con Arienti e nel contempo lo rassicuro. Ero consapevole di non essere stato molto chiaro ma la necessità della brevità a volte costringe ad un po’ di ermetismo. Comunque rispondo. Perché la mamma del marine morto sarebbe l’ultima delle persone abilitate a farlo? Beh proprio l’ultima ultima no. Ma starebbe agli ultimi posti perché in fondo è latrice di una istanza personale, assolutamente individuale. In un certo senso è “in conflitto di interessi”. Stare ad ascoltare lei è eguale (e contrario) ad ascoltare un fabbricante d’armi che sta facendo i soldi a palate con la guerra in Iraq. Per lui quella guerra può essere oggettivamente una benedizione, così come è una sciagura per la mamma del marine. Ma queste prospettive non sono interessanti, non hanno un valore universale.
da Michele Lo Chirco
Gentile signor Puleo, quattro anni fa coltivavo ancora l’illusione che la casa delle libertà fosse un coagulo di forze in grado di mitigare la tendenza assolutista del cavaliere. Come ho già avuto modo di scrivere, sono rimasto molto deluso dagli atteggiamenti e dai comportamenti del mio partito e del suo leader, Fini (non che coltivassi soverchie illusioni verso Follini o Calderoli). Tant’è. Inoltre due anni fa mi sono pure sposato, e sento il peso di mille altre responsabilità che in famiglia delegavo a mia madre. Mi pento e mi batto il petto per essermi comportato come un babbasunazzo qualsiasi. Attendo dunque trepidante la terra promessa cui ci condurrà il centrosinistra.
da Vincenzo Rocchino, Genova
Per il cavaliere arrivare alle prossime elezioni politiche con il governatore della Banca d’Italia costretto a dimettersi, sarebbe come avere partita sicuramente persa; la situazione economica del Paese parla chiaro. Fazio non perderebbe occasione per vendicarsi nella maniera più feroce ricordando al cavaliere tutti gli errori commessi dal suo governo in materia di politica economica. Vedremmo il bue chiamare cornuto l’asino.
da Sergio Mancini
Parafrasando e imitando l’immenso titolo di Cuore sui socialisti mi è venuta in mente questa: «Lunardi nel panico, deve incontrare il ministro Perben».(Cosa che avverà in settimana a Parigi per discutere sulle liste di proscrizione delle linee aeree.)
da Vittorio Grondona – Bologna
E’ possibile che la Madonna, specialmente quella di San Luca, tanto amata e venerata da tutti i bolognesi, si sia effettivamente adoperata per far cadere la scelta su Pier Ferdinando Casini per la carica di Presidente della Camera. La Madonna possiede larghe vedute che in prospettiva le configurano cose che noi poveri mortali non riusciamo nemmeno ad immaginare. L’On. Casini ha doverosamente fatto benissimo a ringraziarla. Noi al massimo possiamo guardare al passato: dopo un classico periodo serio che ci ha regalato personaggi del calibro di Nilde Jotti è scaturito dal nulla un omino piccino piccino che, grazie all’amicizia di un potente omone, si è fatto largo a suon di concessioni statali nella finanza prima, e nella politica poi. Da quel momento il parlamento italiano si è riempito di nulla, la qualità si è buttata dalla finestra per disperazione e i portaborse hanno fatto carriera. Sarà l’On. Casini il nuovo Pietro sul quale si fonderà il primo parlamento clericale del mondo? Una cosa è certa: almeno nell’alto dei cieli l’Italia gode della massima considerazione!
Per rispondere a Freda nella sua polemica contro Di Pietro che mi ha colto mentre ero in vacanza all’estero volevo solo dire che i suoi argomenti a proposito del diritto di praticamente tutti gli extracomunitari di ottenere l’asilo politico stando alla nostra costituzione sono assolutamente ineccepibili. Quel tipo di ragionamenti me li ero già fatti tutti da solo anche se in effetti io non sono Di Pietro ma, come sapete sono soltanto un dipietrista convinto. Direi anzi che varrebbe la pena di aggiungerci anche questo: a rigori tutti gli extracomunitari ripescati sui barconi al largo della Sicilia dovrebbero essere considerati naufraghi, e come tali trattati. E vi assicuro che le norme della navigazione non prevedono l’internamento dei naufraghi in centri di accoglienza. Ma io non sono Di Pietro e non posso parlare per lui. Posso però ricordare che Di Pietro è un “terrone” che ha dovuto per qualche anno lavorare come emigrato in Germania (come arrotinino! Ebbene si!). Credo che per esperienza personale non sia propenso a provare livore e risentimentimento contro quei diseredati che sono gli immigrati clandestini.
da Alberto Arienti
Non ho capito gli ultimi post di Grondona e Ceratti. Credo che la causa sia un mio certo rincoglionimento generale. In particolare non ho capito perchè, secondo Ceratti, la madre del marine morto in Iraq debba essere “l’ultima delle persone abilitate a farlo”. Nè l’ultima nè l’unica, a me parrebbe…
(da Claudio Urbani)
Consiglierei a tutti i partecipanti alle primarie del centro-sinistra di votare leader Cofferati. Lo so, la sinistra desiderosa di togliersi di torno un grosso fastidio lo ha sbolognato dalla politica nazionale, ma mi sembrerebbe giusto che i frutti delle ottime autorevoli qualità dell’ex sindacalista fossero condivisi da tutti gli italiani, non solo riservati ai cittadini bolognesi. Chi sono costoro, i più belli? Ve lo garantisco, con in mano il bastone del comando, sarebbe in grado di farsi un solo boccone del Cavaliere, di Fini, di Casini e di Bossi messi insieme. Gli altri politici si accuccerebbero di colpo senza fiatare. Per quanto riguarda Ferrara, in senso figurato, sarebbe capacissimo di farlo saltare da uno sgabello all’altro come un leone in una gabbia di circo equestre, riducendolo infine ad innocuo ubbidiente agnellino. Con una politica ferrea, intrisa di legalità obbligata e di tolleranza zero, tutti gli italiani raggiungerebbero il massimo della sicurezza personale. Potranno uscire di casa solo per andare al lavoro coi mezzi pubblici e, per straordinaria concessione, naturalmente se meritevoli, alla festa potranno ottenere un regolare permesso per recarsi a messa o, in alternativa, al Festival dell’Unità, naturalmente a piedi. Lo stadio sarà sostituito a tutti gli effetti da Sky.
In America è scoppiato il caso della madre del marine morto in Iraq che voleva parlare con il presidente per chiedergli il motivo di quella guerra. Questa circostanza ci può insegnare molto sulla libertà, sulla democrazia e sulla giustizia. Tutte queste cose noi ci ostiniamo a considerarle con dei criteri che spesso si rivelano obsoleti, adatti ad una società che esisteva forse 50 o 100 anni fa. E’ per questo motivo, per questo ritardo, che molti si ostinano a negare la presenza di una dittatura in Italia, perché ancora vorrebbero trovare in giro le SS con gli stivali chiodati. Vediamo invece negli USA che l’unica persona “autorizzata” patriotticamente a chiedere conto della guerra in Iraq a Bush è la madre di un soldato volontario morto in quella guerra. Quando invece dovrebbe essere l’ultima delle persone abilitate a farlo. Milioni di persone si sono accorte dell’assurdità di quella guerra senza bisogno di perderci un figlio ma esse sono azzittite, nullificate come nelle peggiori dittature. Quella donna, a causa del suo sacrificio, diventa invece un referente significativo, quando invece dovrebbe essere ridimensionata a quello che in effetti è: una madre addolorata che piange suo figlio. Ecco, la dittatura, la distorsione della verità, la riduzione della libertà ai giorni nostri avviene in questo modo.