Silvio Berlusconi? È la pin-up di Vespa
Il giornalista, a cui molti hanno diagnosticato l'”inchinite” verso il premier, si difende e pur votando Fi accusa: “Lì non c’è crescita né dialettica e i ras locali sbattono fuori dal partito chi non è della loro idea. Sono così incapaci di cogliere la realtà che viene voglia di votare dall’altra parte”. Poi rivendica un passato di sinistra ma spara a zero contro Diliberto. E alcuni colleghi della stampa.«È tutta la vita che vive all’ombra di Vittorio Feltri, il direttore di Libero. Eppure Renato Farina è un bravo giornalista, è un prezzemolino in televisione, è famosissimo in ambienti cattolici, amico di persone importanti come Giulio Andreotti dopo esserlo stato di Craxi e di don Giussani. Aveva una certa consuetudine perfino con papa Wojtyla e usa passare la sera di Natale con Silvio Berlusconi. Ma non ha mai fatto il grande salto. Renato, che cosa è che ti frena? Forse la tua carriera sarebbe stata più brillante se fossi stato più coraggioso.»
Sul sito. (csf)
da Vittorio Grondona – Bologna
La discussione sul collant che si è scatenata sul blog mi ha incuriosito e portato a leggere il lungo discorso sul perizoma riportato sul web attribuito alla giornalista Guia Soncini, dove ad un certo punto c’è indubbiamente scritta la parola fatidica: collant. Senza avere la presunzione di scavalcare il padrone di casa csf, mi azzardo ad esprimere la mia personale solidarietà con l’interpretazione del signor Colantuono. La parola collant esce dal pensiero di chi scrive e non è una parte di discorso fatto da altri e riportato. Dopo questa faticaccia mi compiaccio con me stesso di non essere un lettore del Foglio. Se non fosse per il forte desiderio di captare al meglio quello che gli amici del blog scrivono, mai e poi mai avrei terminato la lettura di un articolo così disordinato dal punto di vista dell’esposizione di un concetto. Badante rumena è pregata chiarire meglio sua ostinata interpretazione.
da Gianluca Freda
Caro Guiotto, i motivi per cui non ci facciamo fregare dalla sceneggiata di Sharon e dalle lamentazioni dei coloni israeliani sono elencati alla pagina web http://liberoblog.libero.it/mondo/bl989.phtml.Gli dia un’occhiata, se non è troppo disgustato o troppo in vacanza, perché non siamo tanto ingenui da credere che i lupi possano diventare agnelli. Una preghiera: la smetta di dare dell’antisemita a chi critica Israele per la sua politica. Ciò denota una spaventosa incapacità di distinguere tra loro la sfera politica, quella religiosa e quella culturale, ed è questa generalizzazione, semmai, la fonte di ogni razzismo. Le uniche cose che personalmente detesto sono la prepotenza dei forti sui deboli e dei ricchi sui poveri, ed è questo il solo motivo – etico e politico, non culturale, né religioso, né genetico – per cui detesto Sharon e detesto i coloni israeliani.
da Alberto Arienti
Non ho capito perchè il signor Urso abbia bisogno di una badante. Forse per quel suo disturbo (dalemite) che gli fa emettere suoni senza senso (D’Alema). Mi pare che però anche la badante abbia lo stesso difetto…
Cara Paola Altrui, temo che la sua volonterosa difesa d’ufficio di Di Pietro sia piuttosto traballante. Di Pietro non ha mai lesinato i giudizi di valore morale sulle leggi vigenti, come dimostrano le sue molte e sacrosante condanne delle leggi-vergogna berlusconiane. Per Di Pietro, come per ciascuno di noi, esistono leggi buone e leggi indegne. Vista la sua intervista a L’Espresso, egli considera evidentemente le leggi che permettono di spedire un immigrato che chiede aiuto a morire nelle carceri o nel deserto della Libia, delle buone leggi, da applicare e non da abrogare. Se sono questi i criteri etici a cui vorrebbe ispirare la sua “moralizzazione della politica”, stiamo freschi. Inoltre, chi parla di legalità e di etica dovrebbe prima di tutto rispettare la suprema legge dello stato, la Costituzione, e i valori morali a cui essa s’ispira. Penso che chi l’ha scritta, di fronte alle parole di Di Pietro, proverebbe un brivido d’orrore.
da Massimo Mario Aurelio
I clandestini sono perseguitati sinchè stanno nel loro paese, quando sono nel punto di imbarco al limite sono profughi. Perchè non mi pare che da noi arrivino nè tunisini, nè marocchini, nè turchi, nè libici, nè mi risulta che ci sia persecuzione politica o religiosa in Albania. Mi pare invece di capire che ci siano degli organismi internazionali che si occupano dei profughi e dei rifugiati e che a questi sia concesso asilo in maniera piuttosto facilitata, cioè una sistemazione e una piccola fonte di sostentamento. O capisco male? Clandestini diventano quando sbarcano al di qua. E non è una differenza filologica, dato che mangiare, vestirsi e mettersi un tetto sulla testa senza nemmeno mostrarsi è un’attività diciamo quantomeno incerta e fortunosa. Nel mondo la democrazia o quantomeno un abbozzo di diritti umani è un’eccezzione. Tra Europa, Nord America, parte del Sud America e Oceania arriviamo a forse circa un miliardo su otto? La domanda allora è: possiamo noi, diciamo mondo fortunato,. farci carico ognuno di noi compresi vecchi bambini e invalidi, di 7 persone? E se no: come stabilire una selezione? La risposta è ovviamente filosofica, etica, politica e morale, ma anche logistica e non può procedere per la portata del problema su un piano ideologico.
da Luigi Tosatto
Per Fassino sono normali i rapporti e le telefonate fra esponenti dei ds e Consorte presidente di Unipol anche sulla scalata BNL, consigliarsi e darsi a direttive reciprocamente; fin quì ciò può considerarsi informazioni o consigli a libera scelta degli interlocutori, libero Consorte di dare informazioni di riservatezza industriale, legittima a suo parere di essere informato su questioni economiche riferite alla Unipol alias Lega Coop per Fassino. Ciò detto considero una intrusione che singoli magistrati e giudici strumentalmente e in collusione e combutta con una denunciante attivino intercettazioni telefoniche al solo scopo di carpire informazioni e sezionando col seguito di pubblicazione parole in libertà, vogliono i primi aprire inchieste calluniose (calluniate,calluniate e qualcosa resterà) ed i secondi per avere notizie utili per contrastare concorrenti in affari. Buffa è poi la proposta del diessino Leoni che solo i pubblici ministeri devono scegliere gli spezzoni di intercettazioni da allegare alle inchieste e tenere il tutto nei loro cassetti a futura memoria. Mi si scusi chi sono questi e a quale titolo questi pubblici ministeri si tengono informazioni e notizie sul mio conto. Batti un colpo Rodotà se ci sei a parte la privacy, è immanente alla libertà ed alla persona, la questione.
Ribadiamo: Rodotà non è più il Garante delle Privacy, essendo scaduto il suo mandato.
Caro Freda non faccia la maestrina con la penna rossa! Quanti paesi al mondo garantiscono le libertà sancite dalla nostra costituzione? Usciti dall’Europa facciamo un po’ fatica a trovarli (ed in Russia io ho qualche dubbio di trovarle). Perfino gli Usa con l’apertura di Guantanamo non sarebbero in ordine… La Cina poi! Quindi secondo il suo criterio chiunque arrivi in Italia dal 90% degli stati del mondo (quelli che hanno rappresentanti all’Onu e magari anche posti nel Consiglio di sicurezza) dovrebbero essere accolti a braccia aperte. Io accetto il concetto dei perseguitati politici, oltre non riesco andare perchè non sono una dama di San Vincenzo.