da Repubblica di oggi
Dell’eredità spirituale e politica di don Giussani, anima-guida di Comunione e Liberazione, si discuterà a lungo. Ma bisognerà prima chiedere il permesso al nostro impagabile premier, che a modo suo, e pur non risultando particolarmente incline alla riflessione spirituale, ha ipotecato vita e opere di quel grando prete rivelando che don Giussani lo considerava «l’uomo della Provvidenza per l’Italia». Fossimo bruschi, e non lo siamo, diremmo che Berlusconi con una sola frase, ha fatto salsicce di uno dei più densi percorsi religiosi del Novecento. Più cortesemente, ci limitiamo ad osservare che in ogni funerale c’è sempre qualcuno che, per eccesso di commozione, per esuberanza sentimentale, si appressa alla salma più di quanto i parenti e gli operatori delle pompe funebri vorrebbero.Gli amici ciellini (ai quali vanno le nostre sentite ma discrete condoglianze), che avranno il compito di onorare e celebrare il loro amatissimo padre, ora si trovano di fronte a un’inattesa e ulteriore questione teologica: è vero o non è vero che, secondo don Giussani, l’esito bimillenario del percorso cristiano era Berlusconi a Palazzo Chigi? E in quali concilii (Nicea? Trento? Cortina d’Ampezzo?) vennero gettate le basi ecclesiali che conducono, epifanicamente, a Berlusconi uomo della Porovvidenza?
I risultati potete trovarli sull’apposito sito dei sondaggi.
d Lia Celi (Macchianera)
Basta con le trattative, ora ci vuole la linea dura: un paio d’ore a tu per tu con l’autrice de “La rabbia e l’orgoglio”, e sarete voi ad apparire in video per supplicarci in lacrime di liberarvi. Se proprio volete prendervi una giornalista del Manifesto, cacciate la grana e assumetela regolarmente, come ha fatto la Stampa con “Iena” Barenghi. Di fronte al drammatico appello della Sgrena, Berlusconi si è chiesto: “Come si può umiliare così una donna?”. Evidentemente è da un po’ di tempo che il premier non guarda le reti Mediaset. Il Foglio critica i reporter pacifisti che ci inondano di foto strappalacrime sulla guerra in Iraq: “Puah, i marines sì che hanno spirito positivo: loro le sofferenze degli iracheni le fotografano per farsi tante belle risate”. Ehi, terroristi, state approfittando della nostra pazienza. Se non rilasciate Giuliana Sgrena entro 24 ore, oltre alla Fallaci vi spediamo pure Ferrara.
da Barbara Melotti
Credevate fosse finita? Ebbene no. Vespa era ospite or ora di Alain Elkan a Due minuti, un libro, La7.
“Bonsai” di Sebastiano Messina, Repubblica 22/02/2005
Nella sua lettera apostolica sulle comunicazioni sociali, il Papa ha citato Gesù. Il quale, secondo il Vangelo, lanciò un monito severissimo: «Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio, poiché in base alle tue parole sarai condannato» (Matteo 12, 36-37). Ecco qualcosa che fa venire voglia di assistere -se e quando, s’intende – al giudizio universale, e di piazzarsi in prima fila giusto per sentire come tenteranno di cavarsela alcuni politici di oggi, che qualche «parola infondata», per restare al Vangelo, se la sono lasciata scappare.Non che mi aspetti nulla di nuovo, per carità. Davanti alla lunga lista di frasi incriminate, Berlusconi darà la colpa ai giornalisti comunisti che l’hanno travisato, l’onorevole Pecorella invocherà la prescrizione dell’nfondatezza preterintenzionale, il ministro Castelli spedirà gli ispettori negli uffici del Paradiso, l’avvocato Ghedini chiederà l’annullamento della Bibbia perché non è scritta in carta da bollo e l’onorevole Previti ricuserà San Pietro e San Paolo tirando fuori, a sorpresa, un fascicolo con le intercettazioni dei loro peccati di gioventù.
“Carta Canta” di Marco Travaglio (Repubblica.it)
“Non userei più la parola merdacce”.(Mario Borghezio, eurodeputato Lega Nord, intervistato da Claudio Sabelli Fioretti, Sette, 27-11-2003).
“Noi che siamo celti e longobardi, non siamo merdacce levantine o mediterranee, noi: la Padania bianca e cristiana, quelli di Lepanto, con le bandiere, nel cuore crociato, noi che non diventeremo mai islamici, noi, noi seguaci di Bossi, noi, solo noi!”.(Mario Borghezio alla manifestazione della Lega Nord a Verona, 13-2-2005).
(23 febbraio 2005)
da Aldo Vincent (via Dagospia)
Ma chi è Jeff Gannon? Le sue domande, anche riguardo a temi scottanti, non sono mai state critiche, punzecchianti o perlomeno serie. Anzi, il più delle volte hanno avuto l’intento di lodare l’operato del presidente Bush e del suo staff.
Agli innumerevoli briefing nella sala stampa della Casa Bianca il reporter Jeff Gannon, accreditato ufficialmente, ha sempre posto quesiti del tutto frivoli, poco importanti; il più delle volte totalmente assurdi agli occhi dei colleghi. Quando nelle sala stampa della Casa Bianca al podio si trovava poi G.W.Bush a rispondere a questioni troppo “scomode”, il presidente americano interrompeva il giornalista di turno dando la parola a “Mr. Gannon” che spesso cambiava poi radicalmente argomento. Si è scoperto che “Mr. Gannon” in realtà non esiste. CONTINUA…
da Alessandro Ceratti
Visto che mi sono reso conto che del Viet Nam sapevo ben poco e le affermazioni di Buonaiuto mi scombussolavano, ho fatto una rapida indagine su internet. Effettivamente qualche idea inesatta nella mia testa c’era. Io ero convinto che la caduta di Saigon fosse immediatamente successiva all’evacuazione americana. Non è così, gli americani lasciano il Viet Nam nel marzo 1973 avendo stipulato una tregua con i Viet Cong. Nel 1974 vi fu un’escalation dei combattimenti tra i due antagonisti vietnamiti. In dicembre i nordvietnamiti lanciarono l’offensiva finale conquistando numerose città importanti: Saigon cadde il 30 aprile 1975.
da Silvia Palombi
Saro’ forse schematica e un po’ limitata di vedute, ancorata a vecchi stilemi e nostalgica di coerenze, ma mi chiedo quale affidabilita’ danno i nostri zelig radicali che bussando a porte opposte al vertice hanno palesato (se mai ce ne fosse stato ancora bisogno) il loro camaleontismo prono al miglior offerente? Militano ormai da anni sotto lo stendardo del ‘ndo cojo cojo, detto anche Franza o Spagna purche’ se magna. Perche’ l’Unione ha deciso di far finta di fidarsi??
da Feliciano Bechelli
Il governo Berlusconi è talmente mediocre che un personaggio come Gianni Alemanno sembra un ministro degno di tale nome.