da Alberto Arienti
Caro signor Riccio, che stranamente parla come Giuliano Ferrara prima della conversione sulla via di Arcore (“io sono strutturale per il sistema, sono funzionale per l’economia di mercato”), di qualcosa dovrebbe aver paura: della legge di mercato. Pedine come lei hanno successo finchè sono “funzionali”, quando diventano obsolete vengono scaricate. E non venga poi a piangere da noi…
dall’avv. Lina Arena
Folco Riccio potrebbe essere il portavoce di Berlusconi o di Prodi o di D’Alema. E’ un operatore economico che vive e vegeta bene dentro un sistema capitalistico. Ha una gran dote: parla chiaro ed è affidabile perchè non vuole ribaltare il sistema economico.
da Letizia Ricci
Vendeva esempi bell’e confezionati. Se ne stava in mezzo alla piazza del mercato, tra pesci smorti, pennuti esangui e frutti detti freschi tutti maquillés per far bella figura.Qualcuno si avvicinava per sincerarsi che si trattasse di buoni esempi, ché quelli vecchiotti, scaduti insomma, nessuno li voleva più. Lei, tranquilla, mostrava fiera la data di scadenza sulla confezione. Conforme alla norma CE. Non più di un anno.A sera, il mercato chiudeva, i commercianti corrucciati e madidi perché gli affari vanno così e così, e lei aveva venduto tutto, ben 80.000 esempi.La denunciarono per aggiotaggio.I prodotti troppo buoni non sono per il regime di concorrenza, perché poi si vendono solo quelli e diventa monopolio.Il mattino dopo scattò, doveroso come una cambiale, il teleton. Gli esempi crebbero e si moltiplicarono. Evangelicamente.
da Alessandro Ceratti
Leggo la lunga lettera di de la Fuente. Sembra sincera, e comunque la voglio prendere per tale. Allora gli chiedo: è possibile che di “comunisti” come li descrive lei ce ne siano ancora in circolazione, ma quanti sono? Le si è creato una figura che è in gran parte mitica, almeno altrettanto di quella eguale e contraria del “capitalista” attaccato solo ai soldi, povero di ogni altra cosa, schiavo del proprio egoismo. Non è immaginandosi un “nemico” inesistente che porterà argomenti validi a sostenere le proprie idee. (…)
Segnalo l’articolo di Sartori pubblicato sul Corriere e riguardante le primarie. In Documenti.
da Massimo Puleo
Un povero cristo friulano ha beccato 14 mesi di carcere per una pacca sul fondo schiena data ad una ragazza. Peccato, si vede che i saldi di cui ha approfittato Jucker, in Cassazione non sono ancora cominciati.
Non c’è nulla da fare. Io con il dalemiano Urso non riesco ad andare d’accordo neppure quando mi da ragione, o fa qualcosa che mi torna comodo. Nel suo VITTORIA, QUALE VITTORIA? ci assicura che voterà “disciplinato e compatto” e sembra quasi che se ne faccia un vanto. E’ proprio questo invece che bisogna evitare ad ogni costo. Disciplinati e compatti erano i nazisti che combattevano fino all’ultimo uomo a Berlino, erano le guardie rosse cinesi, ecc. ecc. In qualche occasione si può votare anche turandosi il naso, come faceva il buon Montanelli. Ma in qualche occasione soltanto, ed è doveroso ritrovarsi poi con il fegato ingrossato. Disciplinati e compatti sono gli elettori di Forza Italia, che votano per B. qualunque cosa faccia o dica.
di Vittorio Grondona
Il Prof. Sartori non è convinto del buon funzionamento delle primarie. Può anche darsi che il pericolo di confusione sia possibile in un confronto dove la buona fede dei partecipanti assume per forza di cose un peso considerevole. Ci sono però alcuni presupposti che le rendono comunque affidabili ed utili: iscrizione, contributo spese (1 Euro in Puglia) e soprattutto il desiderio della base di scegliersi il proprio rappresentante. Vale sempre il principio che chi non partecipa non ha ragione. A pensarci bene, però, trattandosi di un Presidente della Regione, destinato cioè ad amministrare in caso di vittoria destra e sinistra, nell’ipotesi in cui le destre volessero veramente strabiliarci dimostrando l’esistenza di un minimo di democrazia nelle loro file e decidessero pertanto di ricorrere alle primarie per la scelta dei loro candidati, utopisticamente a me non dispiacerebbe essere ammesso alle votazioni. Mi piacerebbe infatti poter contribuire a scongiurare il rischio di essere ancora amministrato da politici come Bossi e tutta la Lega Nord, Fini, Berlusconi, Buttiglione, Gasparri, Schifani, Bondi, Nania, Follini, La Russa (in ordine strettamente di non preferenza). Piuttosto voterei Mastella se per caso in quel periodo si trovasse momentaneamente a soggiornare a destra. Ripeto, il mio è solo un pensiero fantasioso…
da Claudio Urbani
Nessun dubbio sulla sua sopavvivenza sig.Riccio. Chi sa far bene i prorpi affari li fa con tutti, non ci sono dubbi. Dispiace solo che Lei se ne vanti così senza pudore, direi senza dignità. ” Pecunia non olet” è un vecchio detto che industriali e commercianti non hanno mai disdegnato, non vedo perché dovrebbe essere Lei l’eccezione.Ma senza dubbio Lei vede in Berlusconi modello da imitare e seguire, e diciamolo pure,l’invidia per come c’è riuscito più degli altri. E’ suo diritto, ma abbia un po’ di pudore e considerazioni almeno nei confronti di chi, nella sua piccola industria, si spacca la schiena per farLe ottenere quello di cui si vanta ma non ne gode nessun beneficio.
da Ezio Avaldi, Provaglio d’Iseo(BS)
Anch’io, nel mio piccolo, non capivo tutti questi suoni di fanfara; quest’ariadi trionfo, pur comprendendo la soddisfazione dei simpatizzanti, mi sembrava eccessiva. Tuttavia non mi sono pronunciato, non essendo un esperto in materia(sono un politologo, solo sulla carta, che ha sempre fatto il metalmeccanico). Quando ho letto Sartori ieri, su Corsera, ho avuto conferma. L’incidenza statistica del voto, rispetto agli elettori effettivi- irrilevante- ed il fatto che a votare siano andati i militanti non dovrebbero giustificare questo entusiasmo. Insomma, molto rumore per nulla?
Caro Ezio, se i candidati li scelgono i militanti non va bene? Meglio che li scelgano pochissimi funzionari di partito? (csf)