da Giselda Papitto, Roma
Caro Piero Lint, giacché massoneria rima con filantropia, mi dici come si fa a entrare nelle liste degli assistiti dalla medesima? Avrei un certo bisogno. Io, a differenza di te, non credo che esista la categoria del pezzente/zotico/terzamedia/meno di due milioni al mese. Credo invece che esistono persone sofferenti, bisognose di molto o di tutto, abbandonate e, per questo, prive di sorriso e di slanci; purtroppo sempre più numerose. So per certo, inoltre, che esistono persone che riescono a vivere dignitosamente, saltando da una rinuncia all’altra, con la cifra che hai detto tu; e hanno molto da dare, da dire. Peccato tu non sappia ancora che ognuno ha il suo lato in fiore; gli occhi per vederlo non sono quelli del disprezzo.
da Ignazio Majore
Ho già detto che ciascuno fa la guerra che può. Guerre tra paesi occidentali non sono possibili, è possibile a loro fare guerre fuori dei propri territori, vendere armi per guerre altrui, fare guerre economiche. Accanto a guerre contro nemici riconosciuti come tali, vi sono in mancanza ed insieme, guerre interne. Noi e non solo noi abbiamo le nostre guerriglie; delinquenza, droga, movimenti politici violenti, fallimenti, emarginazione, razzismo. Gli stadi sono concentrazioni collettive, nel collettivo sorge la guerra. Anche lì i più deboli ne vengono trascinati. Cerca Bush la violenza, perché alcuni stupidi tifosi dovrebbero essere migliori?
da Fabio Cavallari, Luino
Esistono alcune proposte in Parlamento (Erminia Mazzoni -Udc, Anna Finocchiaro -Ds e Giuliano Pisapia -Rifondazione) che rispondono proprio all’esigenza che Cludio sottolineava replicando alla mia email, cioè a garantire una vita dignitosa a ll’interno delle carceri. Queste proposte fanno riferimento al difensore civico carcerario. Questa figura, se passerà al vaglio delle camere, avrà il compito di vigilare sul rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti, anche attraverso ispezioni nelle carceri. Il difensore civico è una figura giuridica di garanzia già prevista in molti ordinamenti europei e la sua istituzione si pone l’obiettivo di modificare il clima all’interno del sistema penitenziario. Troppo spesso purtroppo su questo tema ha prevalso una logica emergenziale e allarmistica, ma è assolutamente ineludibile il fatto che il carcere è il luogo dove è più forte il bisogno di tutela dei diritti umani fondamentali.
da Vittorio Grondona
Così, senza tante premesse, mi piacerebbe sapere come si finanzia il giornale “La Padania”…
da Alessandro Ceratti
Finalmente, con mia soddisfazione, ho potuto votare per un programma nel sondaggio Audiblog. Ho votato: Report, piaciuto. Anche se non ero assolutamente d’accordo con l’impostazione data dalla Gabanelli né sulle vendite del patrimonio statale né sui motori all’idrogeno. Per quanto riguarda l’idrogeno penso sia opportuno dare un chiarimento. Non posso dire che Report non l’abbia riferito, ma l’ha fatto in maniera talmente elusiva che dubito che possa essere risultato chiaro per chi già non sapesse come stanno le cose: l’idrogeno non è una nuova fonte energetica, non può sostituire gli idrocarburi (petrolio). E’ semplicemente un nuovo modo di trasformare l’energia. Ora per esempio si brucia molto petrolio per produrre energia elettrica (la quale è un’energia a emissioni zero), domani si potrebbe “bruciare” petrolio (bruciare è inesatto, la parola giusta è “reforming”) per produrre idrogeno. Localmente (in città) l’inquinamento diminuirebbe, globalmente sarebbe maggiore visto che l’entropia deve aumentare ad ogni trasformazione chimica.
da Franco Barone, Milano
Miss Mondo e la libertà E’ impressionante come i tardi epigoni delle ideologie femministe, comuniste e cattolche concordino nel fare la morale: “non è il diritto al bikini quello di cui c’è bisogno”, vedi oggi Mafai su Repubblica, Cirami sul Secolo XIX e Farina su Libero. Non è il bikini, d’accordo, ma scommettiamo che nei paesi dove il bikini o, perchè no, la pornografia, è tollerato/a la condizione della donna è sicuramente migliore in termini di diritti civili, sociali e politici rispetto ai paesi dove è vietato/a?
da Primo Casalini, Monza
Leggo nel sito della Regione Lombardia che Ettore Albertoni è “Assessore alle Culture, identità ed autonomie della Lombardia”. Tutto al plurale, compreso il cognome. Le gazzette dicono che ieri, ancor prima del blitz delle nomine (da quella della SIPRA in giù), l’Albertoni è zompato ad occupare la carega ancora calda di Donzelli, perchè la stanza era più bella della sua. Uno scende dai monti sorgenti dall’acque ed elevati al cielo. Scende onusto di culture, identità ed autonomie, e ci è voluto un TIR, arriva a Roma, ed in pochi mesi è un altro uomo. Abbiamo la controprova: Roma Città Eterna, Roma Caput Mundi.
da Piero Lint
La massoneria è un’ istituzione eminentemente filantropica. Il massone, come singolo e come entità plurima, agisce solo a fin di bene. Perché allora tanta segretezza? Semplice: la vera filantropia non ama le luci della ribalta. Perché ne fanno parte quasi esclusivamente personaggi ricchi, potenti, influenti? Che avrebbe da offrire al suo simile il pezzente zotico, che sì e no, 3° media all’attivo, campa la famiglia anche con meno di due milioni al mese? La massoneria è tutta qui, non c’è altro.
da Valeria Garabello
A Velia vorrei dire che il film di Almodovar non è andato in onda “per salvaguardare i bambini”. Il virgolettato è una citazione del direttore generale o del presidente della Rai, non bene mi ricordo. Ma non ha importanza. Quel che importa è che la motivazione, forte, seria sia questa. Salvaguardare i bambini. In questi giorni la trasmissione radiofonica Golem manda in onda il resoconto quotidiano della telenovela che vede protagonisti Carmen Di Pietro, il compagno e Dudù, il loro figlioletto. Le puntate vanno in onda su La vita in diretta, Raiuno, credo per tutto il pomeriggio, quando i bambini stanno a casa e nella peggiore ma anche più frequente delle ipotesi guardano la Tv. Ora – posto che si spera non guardino programmi trash tipo questo, ma un bel cartone giapponese che a questo punto meno male che esistono – al presidente della Rai o a chi per lui pare che quello che si sente succedere tra quei due imbecilli sulla testa del povero bambino (e che ometto di riportare sennò sfondo le 500 battute e claudio mi cassa) – abbia status, crismi o bollini per “salvaguardare i bambini”? Ammesso pure che i bambini siano tutti sul cartone giapponese o in altre faccenbde affacendati, chi salvaguarda l’innocente e inconsapevole Dudù e in subordine tutti noi?
Trasmissione urticante e noiosa. Il conduttore, prono e carezzevole, somministrava le domandine al signorministroprofessore; gli ospiti, qualcuno rassegnato,qualcuno emanante fumetti della serie “Che ci faccio qui?”, non aspettavano altro che guadagnare l’uscita; un signorministroprofessore che ha cantilenatola sua prolusione con il solito intercalare di “la banda del buco e balleballeballeballe”. Filmati terrificanti: esempio: la signora anziana che, avendo avuto un bell’aumento di pensione, ha fatto un’altrettanto bella pensata: quasi quasi mi compro un vestito. Che cos’è tutto questo? Regime, servizio pubblico, fiction,demokràzia, maledetto imbroglio al quale sottrarsi, magari andando a leggere la finanziaria per saperne qualcosa di più; era quello il tema, mi pare.I sociologi, i filosofi, i patologi, i politologi del sito si esprimano per favore. Grazie.