da Primo Casalini, Monza
Stavolta non sono d’accordo con Vittorio Grondona. La Lega ha il 3,9% sull’elettorato di tutta Italia, ma i suoi voti sono concentrati al di sopra del Po, ed anche qui con notevoli variazioni da zona a zona. Senza i voti della Lega molti collegi elettorali del Nord sarebbero a rischio per il Polo. Quindi io credo che sia un gioco delle parti, perché Bossi e Berlusconi hanno un interesse in comune determinante. Al limite é Berlusconi che rischia di più. Ha detto addirittura che il governo è pronto a mettere la fiducia sulla devolution, che è una legge che modifica la costituzione e che richiede quattro letture. Una palese assurdità, non una svarione: il segnale di quanto Bossi gli sia indispensabile. Poi, ci saranno pure le altre clausole (non chiacchiere) per cui sono andati dal notaio, pronubo Tremonti, ma questa basta ed avanza.
da Natalino Russo, Seminara
La Padania ( oltre che con le copie vendute, ovviamente ) si finanzia coi soldi che lo Stato eroga ai giornali di partito. Con la non lieve differenza che essa prende i soldi grazie alla Lega e la Lega sostiene, mentre per esempio l’Unità becca la grana come organo dei gruppi parlametari Diessini e poi ne massacra il Presidente e boicotta il Segretario.
da Pier Franco Schiavone
Filippo Facci ci fa scoprire che del problema della giustizia in Italia, nella fattispecie del sistema penale, sono in parte responsabili gli avvocati d’ufficio, anzi gli avvocati d’ufficio che propongono appelli per condanne anche lievi. In Italia esiste una classe forense bella e nobile, della quale fanno parte quegli avvocati dalle ricche parcelle che agiscono nel pieno esercizio del diritto di difesa e che fanno in modo di ritardare i processi, sine die, esclusivamente nell’interesse superiore della giustizia. Gli avvocatini, quelli che difendono d’ufficio gli sfigati, rappresentano invece la vera piaga del nostro sistema, e non solo del nostro. Insomma se ti becchi una condanna a dieci giorni a seguito di prove schiaccianti, non ci si dovrebbe arrogare il diritto di fare appello. Tuttavia chi decide quando le prove sono schiaccianti? Per il giudice che condanna, le prove sono sempre schiaccianti altrimenti non condannerebbe, anzi in presenza del dubbio sarebbe buona norma assolvere. Il giudice indica sempre le prove che sono alla base di una condanna, ma siccome queste, per fortuna, non sono definibili per legge “inconfutabili”, si ha il diritto di proporre appello. In definitiva, cosa si vorrebbe fare degli avvocati d’ufficio se non abolirli? Inserire una nuova norma per cui in presenza di prove ritenute dal giudice schiaccianti, non si possa proporre appello? Creiamo la carriera degli avvocati senza diritto d’appello?
da Filippo Facci
Vorrei rispondere al signor Vittorio Grondona che voleva lumi su come sia finanziato il quotidiano La Padania. Lo finanzia lo Stato grazie ai contributi per la legge sull’Editoria. Così pure è finanziata l’Unità, Libero, Il Foglio, Il Tempo e infiniti altri periodici. Il quotidiano Il Giornale ha recentemente pubblicato un’elenco coi relativi finanziamenti, invero molto elevati. L’unico che mi ricordo è il Foglio, che prenda circa sei miliardi all’anno. Andrò a verificare l’elenco.
da Marco Cusani
Vittorio Grondona non ha ragione di dire che la Lega Nord è un partitino. Ha forse perso molti voti, ma il pericoloso substrato culturale che l’ha generata e portata al successo non è per nulla scomparso. Temo che basti molto poco per farlo riemergere. Ricordo quando a Milano vinse le elezioni amministrative con Formentini. Il 20% dei milanesi votò lega (il 20% della città di Milano! non di una valle bergamasca). Facciamo attenzione a liquidare la questione del decentramento dei poteri come una cambiale da pagare a un partitino che non conta nulla: se è certo che un Borghezio rappresenta solo pochi fessi, le idee “federaliste” sono condivise al nord da moltissima gente. Ho la sensazione che ogni volta che Rutelli appare in tv e parla di come la devolution sia dannosa la lega riconquisti qualche punto percentuale. Temo proprio che l’approccio alla Rutelli o alla Grondona riporterà a una lega al 20% a Milano prima o poi.
Un dato che tutti trascurano: gli italiani non guardano così tanto la televisione. Il 50 per cento diserta la tv perfino in prima serata. Su questo, il nostro piccolo e artigianale Audiblog conferma quello che l’Auditel rileva ma non diffonde a voce alta. Che cosa ci ha detto, inoltre, il nostro sondaggio fai-da-te casereccio in questi primi cinque giorni? Un dato sopra tutti: i nostri bloggisti vedono la 7 molto di più di quanto non la veda la generalità degli italiani secondo Auditel. Sette per cento contro 1,80 il primo giorno; 3,48 contro 0,60 il secondo giorno; 3,47 contro 1,16 il terzo giorno; 2,35 contro 1,51 il quarto giorno; addirittura 20 contro un per cento il quinto giorno (dato sicuramente che risente di qualche alterazione, anche se si riferisce all’Infedele di Gad Lerner). Il nostro piccolo e sindacabilissimo Audiblog favorisce le tv di nicchia, punisce il calcio e le trasmissioni popolari ma conferma Montalbano anche se lo fa insidiare dalla Gabanelli di Report. Poi c’è l’indice di gradimento, una novità. Il primo giorno Mississippi Burning (La7) è piaciuto al 100 per cento degli spettatori. Poi nei giorni successivi la vittoria è andata a Mi Manda Rai 3, 86%, a La Squadra (Rai 3), 100 %, a Montalbano (Rai 1) e a Report (Rai 3), 100 %, a Gaia (Rai 3), 100%. Oggi (cioè ieri) sta andando alla grande Mai dire domenica (Italia 1) sia come ascolto che come gradimento. Conclusioni? Nessuna. Solo materia per discutere. Noi ringraziamo i siti, 55per ora, che collaborano con questa nostra idea e tutti coloro che hanno votato.
Claudio, Melba e Ludik
da Vittorio Grondona
In questi giorni stiamo assistendo ad un’ennesima alzata di testa della Lega Nord. Questo partitino, fortunatamente ridotto all’osso dopo le ultime elezioni e quindi per la sua insignificante consistenza numerica non dovrebbe politicamente contare più niente in base alla nostra pur bruttissima legge elettorale, è riuscita ugualmente a sfruttare l’alleanza con la destra, prestandosi a fare il gioco del Cavaliere in delicatissimi settori, come quelli del lavoro e della giustizia, disattendendo clamorosamente nei risultati le aspettative economiche e sociali della maggior parte degli elettori “meno abbienti” della cdl. Cosa si aspettavano gli italiani, che la Lega Nord si accollasse gli incarichi più sgraditi dell’amministrazione pubblica solo per amor di patria senza peraltro chiedere nulla in cambio al suo “particolare datore di lavoro”? Il decentramento amministrativo, chiamato servilmente “devolution” in totale dispregio della nostra bella lingua, non è altro che la cambiale che la Lega Nord intende ora mettere a pagamento per i suoi deprecabili servizi. Non occorre essere “aquile” per capire quanto in realtà possa essere catastrofico per l’Italia, soprattutto per il Sud, un provvedimento così irresponsabile.
Domenico Manaresi ci segnala un articolo su Andreotti comparso sull’Adige di Vicenzo Passerini in cui finalmente qualcuno ha il coraggio di sucire dal coro. Su documenti.
da Giselda Papitto, Roma
Forse è il tempo di chiudere con le miss, tutte, da miss quartiere a miss mondo. Ma le avete viste, sorridere, ridere, fare ciaociao con la manina, con tutto quello che hanno lasciato alle loro spalle? Ma qualcuno gli ha spiegato qualcosa? Basta, per favore, mandiamole a casa e che vadano a lavorare.
E quindi i confesercenti fiorentini di sinistra sono rimasti aperti. Ora dal momento che non hanno offerto gratuitamente la merce ai compagni noglobal ( so’ mica grulli ) va da sè che lo abbiano fatto per avere ( giustamente aggiungo ) un profitto, ma non erano i destri, Berlusca in testa, quelli che facevano tutto per interesse ?