da Filippo Facci
Viva gli avvocati. Quante volte ci hanno aiutato (le querele, le grane) e quante volte ci hanno imbeccato (le notizie, le consulenze) e quante volte ci siamo detti che non conoscerne di simpatici è praticamente impossibile: sono troppi. Ma dopo lustri passati, pure, a descrivere le brutture dei magistrati e della giustizia in generale (facendo esercizio di garantismo, come si dice) forse è giunta l¹ora di ammettere che nella palude della giustizia italiana ci sono dentro anche loro. In Italia c¹è una quantità di processi come in nessun altro paese: e se non si riesce a tagliare la quantità di contenzioso, spiace dirlo, è anche per la massiccia presenza dei legali che di questo contenzioso vivono. Ci sono più avvocati a Roma che in tutta la Francia. In Italia c¹è una cosa molto bella e nobile: chi non ha soldi può avere un difensore pagato dallo Stato; il problema è che talvolta si apre un varco tra i suoi interessi e quelli del suo legale. Esempio. Un tizio magari viene condannato con prove schiaccianti e quindi non avrebbe motivo apparente di proporre Appello, anche perché magari è stato condannato al minimo della pena con lacondizionale: ebbene, potete giurare che il suo difensore pagato dallo Stato, il 99 per cento delle volte, proporrà Appello e pure Cassazione: anche se si trattasse di una condanna a dieci giorni per furto al supermercato. Ecco, in Italia i penalisti che vivono anche di questa minutaglia sono tantissimi: processi minimi, robetta poco importante che però, moltiplicata per milioni, rende impossibile il funzionamento non tanto di questo sistema penale: di qualsiasi sistema penale. In Italia il rapporto tra avvocato e cliente può dirsi liberale, ma quando a pagare è un terzo (lo Stato) il rapporto può inquinarsi e perdere autonomia. Difensori d¹ufficio e difensori di fiducia: forse, anche queste, sono carriere da separare.
da Marco Limido, Legnano
Premessa: il contenuto di questa mail è particolarmente frivolo Caro Claudio, so che nella tua quasi interminabile serie di personaggi da te intervistati, rientra anche il principe delle interviste notturne, Gigi Marzullo. A sua volta, se non erro, ricordo però che anche Marzullo intervistò il nostro subcomandante in una delle puntate del suo programma. Perché non proponi, in una delle pagine del tuo sito in una specie di confronto incrociato le due interviste che vi siete fatti? Chiusura ancora più frivola: quando intervisti M.L. Busi?
Per quanto la cosa possa apparire folle io ho intervistato due volte Marzullo ha intervistato due volte me. Ricordo una mia fondamentale domanda sul colore delle sue muitande alla quale mi ha risposto che portava sempre le mutande coordinate alla camicia. Sarebbe interessantissimo e culturalmente all’avanguardia proporre le quattro interviste incociate, domanda dopo domanda.Purtroppo non ho il testo dell’intrevista televisiva. Per quanto riguarda la Busi ho chiesto. Rispose di no.(csf)
da Daniele Dileo
La mia città, caro Ceratti, ha “solo” 60mila abitanti. Ma non è questo il punto. Nella mia città non c’è praticamente niente, un solo cinema, nessun teatro, non c’è cultura musicale (i concerti sono sempre deserti, quando ci sono), qualche volta si organizza un cineforum in posti che contengono si e no una decina di persone eppure io passo tutte le mie serate con gli amici, a discutere del sesso degli angeli, il più delle volte. E questo spesso davanti ad una birra, o a qualcosa da mangiare (ecco, nella mi città si mangia molto bene). Lei creda a quello che vuole, ma io dubito seriamente che la maggiorparte degli italiani rimanga a guardare la tv, dopo essere stata al lavoro, o peggio, in casa per tutto il giorno. Non penso sia disinformazione affermare una cosa del genere, io non so quanti anni ha, come ama passare il suo tempo, che lavoro fa e cosa fa quando non lavora. So solo che io, e come me tanta altra gente, ama uscire di casa in prima e seconda serata.
da Piergiorgio Welby
Veni, votai, vici!
da Giorgio Goldoni
Per Roberto Boggi: l’inquinamento ormai ha raggiunto livelli minacciosi, ma scusi che cosa c’entrano le guerre americane?Ci sono 1200 milioni di cinesi e un miliardo di indiani che stanno per avere il frigorifero ( quelli più economici e più inquinanti),e poi vorranno giustamente l’auto ecc.ecc: direi che il sovrappopolamento del pianeta è la causa principale dei nostri malie per questa la razza umana è destinata a scomparire, perchè i problemi posti dalla sua sopravvivenza sono irrisovibili, aldilà delle ideologie correnti.
da Manuela Faccani, Ravenna
Belle e impossibili. Levigate, truccate, standardizzate, normalizzate a rappresentare la bellezza come la pensiamo noi occidentali. Anche le orientali, le africane, sono belle allo stesso modo, a soddisfare gli occhi e le fantasie esotiche del maschio occidentale. Corpi di donne, ad esportare mirabili sorti e progressive, coca cola, cellulari, play station, con tutto il loro contorno di cafonerie.Uomini brutti, sporchi e cattivi, sessuofobi e – molto probabilmente – sessuomani, offesi da quei corpi, ancorché decentemente ricoperti, scatenano l’inferno e uccidono per le strade. Uccidono per difendersi da quei corpi di donna che rappresentano tutto ciò che li tiene nella povertà e nella soggezione; e per difendere il diritto a tenere nascosti i corpi delle loro donne, di lapidarli per futili motivi, di farli a pezzi senza tanti complimenti.Uccidono con la rabbia inconsapevole del troppo povero, e con l’arroganza del troppo potente.Fra i due mondi, corpi di donna, troppo scoperti o troppo coperti, inesorabilmente destinati ad essere simbolo di altro da sé.
da Cesare Bardaro – Firenze
Volevo informare Piero Lint che i commercianti fiorentini con “solide radici di sinistra” – aderenti alla Confesercenti – durante il Social Forum sono rimasti aperti. Hanno chiuso invece quelli di destra, seguendo le indicazioni della Fallaci e di Soderi, leader della Confcommercio e – come macellaio – aspirante imitatore di Guazzaloca. E’ a loro quindi che dovrebbero chiedere il risarcimento. I bar e gli alimentari lungo il percorso del corteo del 9 novembre si sono mangiati le mani quando hanno visto gli incassi di quei pochi rimasti aperti.Colgo l’occasione per comunicare che l’appello per assegnare alla newyorkese Oriana Fallaci il “FUORIno d’Oro” ora può essere firmato anche on line al sito http://www.petitiononline.com/cb290558/petition.html
da Alessandro Ceratti
In realtà ho già ammesso le mie colpe in SIGNOR FACCI MI SORPRENDE!. Ma era una frasetta isolata mescolata in mezzo ad una lettera di replica. Le scuse meritano una lettera a parte. Prendere lei come simbolo per tutto il “Giornale” è chiaramente un errore. Purtroppo (e ribadisco: purtroppo) io non la conosco e per me lei è poco più che un nome la cui principale caratteristica è quella di comparire come firma in articoli pubblicati sul “Giornale”. CSF la conosce personalmente e questa collaborazione, che per me è decisiva, per lui è del tutto marginale e può dunque facilmente arrivare ad avere di lei un’opinione ben diversa dalla mia. Ammetterà che è facile incorrere in questo errore. Anch’io (che sono più di una firma in fondo alle mail di questo forum) non mi sono riconosciuto nel “livoroso signore” di cui lei parla, così come a Barbara Melotti non è piaciuto essere implicitamente accomunata a me.Ecco, mi sento di rinnovarle l’invito espresso nella mia lettera precedente: io cerco di capirla, lei cerchi di capire me.Scrivere sul “Giornale” le procura dei vantaggi (le dà di che vivere) ma evidentemente anche delle grane. Deve essere disposto ad accettare sia gli uni che le altre, altrimenti interrompa la collaborazione. Insomma, certe cose non si fanno gratis.P.S. Signor LINT: ai negri si spacca la testa, ai neri vanno riconosciuti uguali diritti. Spaccare la testa ai neri e riconoscere uguali diritti ai negri sarebbe paradossale!
Ma no, Giselda. La tua matematica va benissimo in questo caso. Volevo solo dire ciò che tu stessa affermi. E cioè che noi bloggisti come campione degli italiani siamo totalmente scentrato. Proprio perché non è pensabile che il 45 % degli italiani non guardino la TV in una sera d’inverno. Fantascienza, appunto.Signor Dileo, le dirò di più. Io non ho guardato la TV neppure ieri sera (in prima serata. Tardi ho guardato Fini a Porta a Porta), ero ancora fuori. Al pub eravate in 18? Non è abbastanza. Quanti abitanti ha la sua città? Claudio, condivido il tuo obbiettivo: colpevolizzare il consumo di televisione ed indurre tutti a vergognarsi delle ore trascorse davanti all’apparecchio. Forse, per raggiungere questo scopo, è necessario prima fare un po’ di disinformazione e lasciare intendere che a non guardare la TV sono già in tanti. Ecco questo può essere accettato. Credere che veramente a non guardarla siano in molti non è possibile.
Eppure anche l’Auditel dice che il 47 per cento degli italiani l’altra sera non hanno guardato la tv in prioma serata.Tutti all’osteria con Dileo. (csf)
da Velia Iacovino, Roma
Da assidua frequentatrice del blog, ho accolto con entusiasmo l’iniziativa Audiblog, grazie alla quale non mi sento più una marziana quando leggo dei trionfi Auditel di programmi spazzatura. Detto questo, vorrei che qualcuno mi spiegasse per quale motivo ieri, mercoledì 20 novembre, è stata sospesa la messa in onda su Rai Due del film di Almodovar “Tutto su mia madre”, sostituito da un ennesimo, squallido ed anonimo TV movie. Le entusiasmanti alternative erano una partita di calcio e “Mi manda Rai Tre”…..E poi qualcuno si chiede ancora perchè la RAI è in crisi? D’altra parte negli ultimi tempi é evidente l’accanimento della RAI contro sè stessa (vedi E.R. contro Montalbano e, a proposito, che fine ha fatto “Report”?) e le lettere di dimissioni dei consiglieri Donzelli e Zanda danno un quadro allarmante e sconfortante della situazione dell’azienda. E’ vero che guardare la televisione non è obbligatorio, ma io pago il canone e sono stufa di sentirmi trattata come una deficiente cui ammannire – in nome della dittatura Auditel – solo quiz, telefilm americani o ragazzotte seminude. Sono sicura che come me la pensano milioni di telespettatori, con buona pace della “sgomentevole coppia” Baldassarre/Saccà. Naturalmente stamattina ho votato “non ho guardato la TV”.